Serve un Genoa che tiri e (possibilmente) la butti dentro

03.09.2026 16:17 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Dopo aver affrontato – senza rimediare il becco di un punto - un Napoli non al meglio e una Lazio tutto meno che irresistibile, il Genoa è atteso da un Como già scoppiettante. Peggior momento di imbattersi dei lariani il calendario non avrebbe potuto scegliere per questo Grifo ridotto ancora a cantiere, almeno per quanto attiene alla fase offensiva.

Sulla carta è un confronto impari, in spregio al blasone dei rossoblù e alla misera storia calcistica del club lombardo. Purtroppo in campo non va il… passato, altrimenti non ci sarebbe storia. La realtà è amarissima e preoccupante per i liguri, mentre le prospettive dei lacustri sono ricchissime sotto ogni aspetto. Il calcio però è sport dai risvolti imprevedibili e il Ferraris da sempre miete vittime illustri, svantaggiate anche da un ambiente unico nel suo genere.

Certo, servirà un Grifone che… non t’aspetti ed un Como che trasferisca già i propri pensieri all’attesissimo debutto in Champions, previsto giovedì prossimo contro il Lipsia. Mister Fabregas non è tipo che si lasci condizionare e neppure distrarre, ma anche inconsciamente quest’avvio di magnifica avventura europea potrebbe incidere nel rendimento di qualche suo giocatore. E’ anche improbabile che il mister spagnolo opti per un massiccio turnover, ma con quel po’ po’ di alternative in panca a disposizione, immaginare una conferma totale dell’undici corsaro a Napoli appare una forzatura.

Il Como era già competitivo lo scorso anno, figuriamoci quello attuale, potenziato in tutti i settori. In difesa troneggia Chalobah, che vanta un’infinita esperienza internazionale, mentre a centrocampo l’iberico Milla è dominatore nel 4-2-3-1 che consente l’impiego contemporaneo di rifinitori del calibro di Paz (non eccezionale la sua partenza stagionale, ma chi può discuterlo?), Diao e Buturina, che vedono la porta larga come una piazza d’armi e regalano deliziosi scampoli di calcio. In avanti, come prima punta, possono alternarsi – tanto per gradire… - l’eccellente bomber greco Douvikas e l’acquisto dell’ultima ora, Moise Kean, perno della Nazionale di Mancini.

Rispetto al passato, il Como appare lievemente meno spettacolare ma assai più pragmatico, come impone la nuova dimensione di una squadra che guarda sistematicamente in alto. In teoria, si tratta di una macchina da… palleggio più che da gol, ma prima o poi i comaschi la buttano dentro, e in situazione di vantaggio nel punteggio diventano “ingiocabili”.

Il Genoa proverà a spezzare gli ingranaggi di una macchina pressoché perfetta. De Rossi si aggrappa all’orgoglio e al senso di appartenenza, ma sa che per non affondare occorrono anche altre qualità: la tenuta difensiva ma soprattutto l’attitudine a verticalizzare e una buona dose di cinismo in zona gol. Sì’ perché il Como raramente lascerà il pallino agli avversari, sicché occorrerà capitalizzare al massimo le rare opportunità offensive create, se e quando i quotati antagonisti dovessero sbilanciarsi in avanti.

Il mister rossoblù pretende un progresso nella manovra e soprattutto una crescita di intraprendenza con la palla tra i piedi. In futuro proverà certamente a tornare alla difesa a quattro, ma in questa fase ancora sperimentale, con la necessità di inserire parecchi nuovi acquisti, si prevede, almeno al via, una conferma del modulo più collaudato. Qualche interprete però potrebbe cambiare, al di là del cambio scontato sulla fascia destra, causa la cessione di Norton-Cuffy. Già, ma chi schierare sulle due fasce? Drameh è appena arrivato e più di un posto in panca non può pretendere. Restano il vecchio Sabelli, in grado di insidiare a destra Ellertsson, che potrebbe spostarsi a sinistra, sempre che DDR non decida di inserire Mitaj (in teoria un futuro titolare) e il giovane Puczka così da garantire qualche cross e corner più precisi.

Anche a centrocampo è probabile qualche cambio. Nessun dubbio su Frendrup, ma Sow e è sotto osservazione e in cabina di regìa potrebbe essere nuovamente soppiantato da Amorim. Sempre che il tecnico non decida di schierare entrambi a danno di Baldanzi, utilizzabile anche come seconda punta.

Il fronte offensivo è tutto da riesaminare. Vitinha, inesorabilmente bocciato dopo le prime esibizioni stagionali e ormai nel mirino di parte della tifoseria, difficilmente sarà riconfermato. Più di lui ha chances di impiego l’emergente Mechtry, che in quarto d’ora a Napoli ha squadernato parecchie doti interessanti. Anche il ruolo di prima punta è oggetto di ballottaggio tra Colombo, di cui si conosce a fondo l’idiosincrasia al tiro, e il fresco acquisto Osmajic, asperrimo combattente, in grado – se non altro – di aprire varchi invitanti con il suo fisicaccio. Sul montenegrino e sullo svizzero convergeranno le speranze di tutto un popolo, indispettito dalla pochezza ripetutamente mostrata dai titolari nelle gare già in archivio.

C’è poi la variabile El Shaaravy. Come svincolato non può essersi allenato a dovere e avrà da togliersi di dosso parecchia ruggine. Può trovare posto in panca, ma immaginarlo in campo è un azzardo.

Ovviamente un pareggio sarebbe già da accogliere con un estrema soddisfazione, ma in tempi di carestia come quelli attuali basterebbe già che i derossiani riempissero il taccuino della cronaca con una buona quantità di conclusioni e di iniziative pericolose in zona gol per intravedere squarci di luce. Non sempre gli antagonisti settimanali si chiameranno Napoli, Lazio e Como!

                              PIERLUIGI GAMBINO


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