Si chiude l'era Preziosi. Comincia quella targata USA. Cosa succederà?

25.09.2021 14:20 di GianPiero Gallotti   vedi letture

23 Settembre 2021.

Con un comunicato ufficiale il Genoa Cfc annuncia la fine di un'epoca: quella della presidenza di Enrico Preziosi.

Una presidenza dalla doppia faccia.

Entusiasmante e coinvolgente la prima, quella che di fatto va dal suo avvento fino al licenziamento di Gian Piero Gasperini.

Mortificante e noiosa fino all'apatia la seconda, che arriva fino ad oggi.

Preziosi negli anni sembrava ormai aver perso entusiasmo e voglia di fare, portando così la società ad essere schiava delle plusvalenze e a dover quindi condurre in ogni stagione un calciomercato compulsivo, dove partiva sistematicamente qualunque giocatore della rosa rossoblù avesse un po' di mercato, ed arrivavano invece giocatori giovani su cui scommettere ed altri già affermati, ma troppo spesso reduci da infortuni o lunghi periodi di inattività, che ne condizionavano quindi il rendimento.

Tutto ciò ha contribuito a creare disorientamento e frustrazione nella tifoseria, sentimenti sfociati poi in rabbia e disamoramento.

Sentimenti inconcepibili per una tifoseria capace di scendere in Serie C sul campo riempendo il Luigi Ferraris, nell'ultima ininfluente gara del torneo contro il Cosenza, facendo un tifo infernale e proclamando addirittura la giornata dell'orgoglio rossoblù, con Vincenzo Torrente (storica bandiera del Grifone che quel giorno sedeva sulla panchina del Genoa insieme a Rino Lavezzini) portato in trionfo sotto la Gradinata Nord dai suoi ragazzi.

Cose da Genoa, che probabilmente non possono esistere in nessun'altra piazza.

Sono passati 18 anni da quel giorno, ma in realtà ne sembrano passati quasi cento, visto il livello di apatia e di delusione raggiunto oggi dal popolo rossoblù.

Un popolo che non aspettava altro però che un segnale, un'inversione di tendenza che permettesse di sperare di vedere il Grifone risorgere, di non essere più una sorta di bancomat per qualunque società offrisse qualche spicciolo in più per i nostri gioielli.

Un cambio di proprietà era quindi fisiologico ed ora, dopo numerosi tentativi, è finalmente giunto a conclusione con il fondo americano 777.

Ed ora che succederà?

Sarà tutta gioia quella che attende i tifosi genoani?

Difficile dirlo.

Quel che è certo è che l'entusiasmo di un tempo, nonostante le limitazioni anti Covid, sta tornando nel popolo rossoblù.

E questo è certamente già un primo risultato importante.

Ma nei tifosi, al di là dell'entusiasmo, regna comunque una certa preoccupazione, dettata dal fatto di vedere la propria squadra nelle mani di un fondo di investimento e non di un singolo imprenditore.

Cosa potrebbe dunque succedere? Sono preoccupazioni fondate?

Diciamo che è sicuramente vero che i fondi investono con l'unico scopo di far guadagnare coloro che hanno affidato i propri capitali ai creatori del gruppo. E quindi per loro il Genoa rappresenta un investimento come un altro, dal quale si aspettano quindi di trarre degli utili.

Ma è altrettanto vero però che in quest'ottica, per riuscire a creare utili, bisogna che le cose girino bene, quindi che il Genoa ottenga risultati in campionato, che la passione della gente sia sempre alta, e che i dirigenti sappiano scovare e coltivare giovani talenti da rivendere, magari dopo qualche anno (e non dopo pochi mesi come avveniva attualmente) a cifre che solo il mondo del calcio può permettersi.

Riflettete un attimo: ma quale è il settore economico, in qualunque campo, che ti permette di comprare una cosa a 2 e di rivenderla dopo appena sei mesi a 35, come avvenuto per Piatek?

E' quindi chiaro il perchè i fondi cerchino di entrare nel calcio. Ma ci sembra quindi anche altrettanto chiaro il perchè, per poter fare business, un Club debba andare bene.

Infatti, in caso contrario, l'investimento fatto per il fondo sarebbe una perdita secca, un investimento milionario sbagliato del quale poi gli amministratori del gruppo dovrebbero rispondere ai propri soci.

Chiare dunque al riguardo le parole di Andres Blazquez, uno dei creatori di 777, che ha affermato di voler fare del Genoa un caso di successo, e di non potersi permettere che non lo sia.

Fiducia dunque nelle potenzialità e nell'operato del gruppo americano.

Gente giovane e motivata che cercherà sicuramente di fare business ammodernando la struttura di un Genoa mai tanto vetusta ed antiquata.

Le potenzialità per portare il Grifone ai livelli che gli competono per storia, tradizione e passione, sembrano esserci tutte.

Basta saper gestire la società in maniera moderna e manageriale, come purtroppo non avveniva da parecchio tempo.

Detto questo, ci sembra però doveroso ricordare che i tifosi del Genoa devono però comunque essere grati al presidente Enrico Preziosi per aver salvato il Grifone dal fallimento, tirando fuori presso il Tribunale di Treviso soldi veri, che nessuno a Genova voleva invece spendere.

Anzi, erano in molti ad aspettare che un moribondo Grifone tirasse definitivamente le cuoia per poter poi banchettare con le sue carni.

Ma come è ormai risaputo, la carne di Grifone è indigesta, e forse porta anche un pochettino "sfiga" a chi cerca di cibarsene.

Infatti costoro non avevano fatto i conti con Preziosi appunto, e con il Dottor Stefano Campoccia (al quale i genoani devono portare per sempre profondo rispetto e gratitudine), che si adoperò fino all'ultimo per favorire il passaggio di proprietà delle azioni del Genoa nelle mani del Joker prima che si spalancassero le porte del fallimento.

Dunque grazie presidente per la sua prima parte di gestione, quando faceva le sue corse sotto una Nord in delirio che la adorava.

Ora però questo nuovo Grifone targato USA, con nuove potenzialità economiche, potrebbe davvero spiegare le ali per tornare a volare in alto.

E la presenza in società, almeno ancora per qualche tempo, proprio di Enrico Preziosi potrebbe essere una garanzia che chi non ha mai voluto il bene del Genoa non possa ora cercare di saltare su un carro che sarebbe troppo comodo cercare adesso di prendere.

Benvenuti dunque 777.

Avete comprato il Club che ha fatto la storia del calcio in Italia. Siatene degni.

A Genova forse, come successo ad Enrico Preziosi, non troverete molti amici. Forse in tanti cercheranno di sfruttare ogni vostra piccola debolezza ed ogni piccolo errore per mettervi in cattiva luce. Non fateci caso e tirate avanti per la vostra strada. L'invidia è una brutta bestia, e in una città con due squadre è quasi fisiologica purtroppo. E' sempre stato così. Ma se farete le cose per bene, rispettando la storia e le tradizioni della squadra più antica d'Italia, potrete fare certamente business e contemporaneamente far volare in alto il nostro Grifone.

Ma soprattutto avrete dalla vostra parte un intero popolo mai domo, che vi coinvolgerà anche emotivamente, facendovi capire cosa significa davvero essere genoani.

La leggenda continua . . .

Gip