The Day After, una sconfitta onorevole ma l'attacco resta il punto debole

25.10.2020 09:50 di Franco Avanzini   Vedi letture

Perdere contro l'Inter ci sta, lo aveva anche detto il diesse Faggiano in settimana che a questa squadra mancava soprattutto il "fiato". In effetti una squadra che subisce così in maniera clamorosa il problema Covid-19 già tanto ha fatto a prendere un punto a Verona e a perdere onorevolmente contro una corazzata come quella nerazzurra. E non è che l'Inter avesse fatto molto. Fino alla prima rete infatti non aveva di fatto mai tirato in porta e Perin non aveva dovuto compiere nulla all'infuori dell'ordinaria amministrazione.

La difesa, formata da Goldaniga, Zapata e Bani, aveva fatto bene. Lukaku era più che uno spauracchio mentre Lautaro Martinez appariva un brutto anatroccolo, o, se preferite, un pulcino bagnato cui riusciva poco o nulla. Così la retroguardia genoana non aveva dovuto soffrire molto anche se, ad onor del vero, era stata aiutata dal centrocampo che pensava più a spezzare il gioco avversario che a creare qualche opportunità per andare a pungere la retroguardia ospite.

Peccato che subita la prima rete a causa di un Zapata non propriamente posizionato bene in campo ed un Goldaniga beffato dalla giravolta sul piede perno in area di Lukaku, il Genoa non riuscisse più a recuperare la gara. Questo perché la pecca principale usciva fuori in maniera devastante: l'attacco resta il punto debole, manca un fromboliere capace di far dormire sonni tranquilli ai tifosi. Pandev ci mette l'anima ma lavora troppo spesso lontano dalla porta avversaria; Pjaca non riusciva praticamente a tenere una palla (ma in questo caso soprattutto a causa dei pochi allenamenti effettuati) e Shumorodov dimostrava di essere ancora in ritardo nell'affiatamento coi compagni e soprattutto poco avvezzo al campionato italiano. Dovrà assolutamente migliorare se vorrà trovare un po' di spazio in questa squadra e soprattutto in questo torneo. 

La gara di Coppa Italia contro il Catanzaro se non altro servirà a mettere minuti nelle gambe dei giocatori aiutandoli ad arrivare al derby con un po' più di fiato. Già, la stracittadina... In altri tempi si sarebbe pensato alle coreografie, alla tattica e ad un avvicinamento palpitante. Questa volta sarà una stracittadina in tono minore, la seconda senza la folla delle grandi occasioni dopo quella della scorsa stagione giocata in casa avversa e vinta 2 a 1 ma comunque un incontro da giocare con l'idea di portare a casa un risultato il più possibile possibile. 

In mezzo appunto la manifestazione nazionale contro i calabresi: questa volta probabilmente un incontro che servirà eccome a mister Maran per saggiare la condizione della maggior parte di giocatori, soprattutto quelli appena tornati negativi dopo gli ultimi tamponi. Passare il turno sarebbe importante per poi poter magari giocarsi, nel quarto turno, un possibile nuovo derby.