GENOA: CON I “GEMELLI” RITROVATI E' D'OBBLIGO TORNARE A VINCERE

29.03.2024 09:44 di Radazione Genoa News 1893   vedi letture

Una volta tanto, la sosta del campionato è giunta provvidenziale. Il Genoa, in virtù degli impegni internazionali assolti con risultati esaltanti, ritrova due attaccanti con il morale alle stelle. Retegui si è virtualmente conquistato un posto al sole tra gli azzurri di Spalletti riprendendo confidenza con il gol e il suo gemello Gudmundsson ha fatto ancora meglio, calando un clamoroso poker in 180 minuti e ponendosi perentoriamente all'attenzione del calcio che conta.

Il “pieno” di fiducia potrà coì essere speso nel nostro campionato e a favore di un Grifone che è alla ricerca dei goleador perduti, nella consapevolezza che i loro exploit condizionino in ogni senso il futuro rossoblù. Il pressoché contemporaneo boom registrato oltre frontiera, tra l'altro, dà la stura ad un dibattito che non è una questione esistenziale ma stuzzica ugualmente un certo interesse: il Genoa attuale è la collocazione ideale per esprimere al “top” certe conclamate potenzialità?

Alberto Gilardino si è certamente posto il quesito, rispondendo però in maniera coerente: prima dei successi individuali conta l'equilibrio tattico, la capacità di interpretare le diverse pieghe di una partita senza immergersi in deleteri personalismi.

La gara col Frosinone è una cartina al tornasole. Sul piatto della formazione balla un dilemma di fondo: meglio non disturbare il can che dorme riproponendo il collaudato 3-5-2 o insistere sul nuovo corso, il 3-4-1-2 con un Vitinha in più sul fronte offensivo, un Gudmundsson arretrato di qualche metro e la rinuncia ad un centrocampista? La piazza, pur stimando enormemente il trainer biellese, gli sta tirando la giacca invitandolo ad una formula più “osée”, ma i dubbi di chi deve decidere sono assolutamente legittimi: tantopiù che portare più indietro il nuovamente ispirato Albert significherebbe allontanarlo dall'area avversaria. Senza contare che Vitinha si porta appresso da una settimana un doloretto sospetto e non è al meglio: improbabile che sia subito gettato nella mischia.

In caso di conferma dell'antico modulo tattico, Messias potrebbe finire sull'out di sinistra e Malinovskyi rilevarlo nella zona nevralgica, ma come escludere a priori che – dall'inizio o in corso d'opera – sia dirottato a sinistra Sabelli con l'emergente Spence (maiuscolo a Torino) esterno destro e lo stesso Messias riportato in mezzo?

Basilare sarà, comunque, mantenere intatto il tridente arretrato titolare, nell'auspicio che Vasquez, rientrato in extremis dal Messico, si renda disponibile fisicamente e mentalmente  all'impiego, in barba ad un lieve infortunio rimediato oltreoceano e alle insidie del fuso orario. Con lui affiancato a Bani e De Winter,  si può agevolmente identificare un punto di forza del Genoa attuale. Vogliacco, comunque, è pronto all'impiego, mentre Cittadini è out per infortunio.

L'obiettivo, in quest'appuntamento pre-pasquale, è uno solo: aggiornare il dato delle vittorie dopo il recente stop. Ed è inutile negare che tre punti con i ciociari significherebbero salvezza virtuale raggiunta con due mesi di anticipo. Chi l'avrebbe mai immaginato?

Quella gialloblù, guidata dal riemerso Eusebio Di Francesco, è una squadra strana. Per qualche mese ha addirittura indossato i panni di “rivelazione” stagionale per poi sgonfiarsi sino a piombare nel baratro, dal quale sta faticando a riemergere. Si tratta di un team giovane, ricco di entusiasmo ma anche di incostanza: capace di regalare giocate fantastiche e qualche verdetto lusinghiero ma anche di precipitare in una crisi nera. Di sicuro non va sottovalutato, considerata la qualità dei talenti juventini Soulé e Barrenechea: il primo attaccante esterno dall'estro ineguagliabile e il secondo centrocampista di regìa dotato di fosforo e di piede educato. Quest'ultimo è da mesi attenzionato dai dirigenti genoani, che lo hanno identificato come un possibile erede del maestro Badelj, sotto la cui ala crescerebbe nel prossimo anno.

Minori garanzie offre la difesa gialloblù, col navigato Romagnoli e l'azzurrino Okoli in mezzo e Lirola a spingere sulla destra: il portiere Turati, tra i più dotati dell'ultima generazione, è da sempre condannato a sbrigare un lavoro assai intenso.

Mai come stavolta lo sviluppo e l'esito del confronto dipendono dall'atteggiamento dei rossoblù, chiamati a prenotare nella prima mezz'ora un'altra affermazione e, comunque, a mostrare un volto accettabile non solo per mezza partita. Sì perché questo della continuità nell'arco dello stesso match è l'ultimo step da compiere per la definitiva consacrazione.

                      PIERLUIGI GAMBINO


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