GENOA: NON SOFFRIRE FINO ALL'ULTIMO E' L'OBIETTIVO CON L'UDINESE

24.02.2024 08:40 di Radazione Genoa News 1893   vedi letture

Trenta punti in 25 partite rappresentano un bottino da leccarsi i baffi, ma mister Gila è un maglio che continua a battere sul tasto di sempre: la salvezza è lì, ben chiara all'orizzonte, ma va conquistata al più presto e sarebbe delittuoso rallentare la marcia sul più bello, rovinando tutto quanto di egregio fatto sinora. Atalanta e Napoli sono alle spalle, ma il futuro riserva  al Genoa parecchi altri nobili antagonisti: meglio ipotecare l'obiettivo stagionale prima del ciclo di ferro, sfruttando appieno le occasioni più ghiotte offerte dal calendario.

Arriva a Marassi l'Udinese, che accusa un ritardo di ben sette lunghezze: un'enormità, calcolate le premesse di inizio stagione. Ma si tratta di un divario autentico, rispondente ai valori o almeno in parte bugiardo? La risposta passa ai rossoblù, che battendo i friulani saluterebbero definitivamente il gruppone delle pericolanti e pareggiando rimarrebbero comunque in zona tranquillità. L'impegno è stuzzicante e anche abbordabile, ammesso che lo si affronti a dovere sino all'ultimo palpito del recupero. I trentamila habitué marassini, pur felicissimi dell'andazzo stagionale, confidano, prima o poi, di arrivare ai minuti conclusivi con i tre punti già in saccoccia. Già, possibile che questi Grifoni rampanti condannino i propri fans a trattenere il fiato sino in fondo?

Forse si chiede troppo a questa matricola che sta viaggiando ben oltre i più rosei pronostici. I bianconeri friulani meritano più della posizione occupata in classifica e sono abituati a lottare per la sopravvivenza: sarà un'impresa ridurli alla ragione. In sovrappiù, vanano un'invidiabile fisicità, altra caratteristica mai venuta meno durante la lunghissima e felicissima gestione della famiglia Pozzo. Tocca al Genoa trovare le giuste contrarie. Come? Sfruttando in primis la fantasia di Gudundsson, atteso a tornare incisivo come nel periodo migliore. A Udine, nell'andata, fu l'autentico mattatore: ora in molti gli hanno preso le misure, ma lui è in grado di inventare qualche altra giocata vincente. Basilare sarà – come non si stanca di sottolineare Gilardino – che i compagni lo servano con frequenza, lo assecondino, lo mantengano al centro del progetto. In coppia con Retegui, che ha ribadito di recente il proprio amore per i colori azzurri ed è quindi motivatissimo, l'islandese può combinare sfracelli, ma i due non possono restare a lungo abbandonati a se stessi.

Il tecnico biellese non ama le rivoluzioni nell'assetto e nella scelta degli uomini, ma qualche dubbio lo frequenta ugualmente. Chi affiancare agli inamovibili Badelj e Frendrup nella linea mediana? Si giocano un posto al sole Messias, Strootman e Malinovsky, il cui rientro dal primo minuto appare altamente probabile. Il brasiliano contende pure il ruolo di esterno sinistro a Martin, con Spence più indietro nelle gerarchie.

E se scaturisse, al posto del classico 3-5-2, un 3-4-1-2 più adatto ad accrescere la presenza nella metà campo rivale? Un modulo più coraggioso stuzzica parecchio il trainer, tuttavia convinto a non sconvolgere gli equilibri tra i reparti. In difesa scontate le conferme del trio abituale, che offre abbondanti garanzie.

Un motivo di interesse e curiosità riguarda l'utilizzo dei cosiddetti ricambi. E' esigenza dell'allenatore scongiurare quei cali di tensione e di rendimento che spesso si verificano dalla metà ripresa in avanti. Servirà garantire un gioco ugualmente fluido anche con un Badelj non più al top o addirittura sostituito, per far sì che i bianconeri non si affaccino con eccessiva frequenza nei pressi di Martinez e non finiscano per comandare la partita. Importante sarà l'apporto di Strootman, la cui sagacia tattica è impagabile quando occorre difendere a mantenere la squadra in carreggiata.

L'Udinese non è soltanto composta da corazzieri. Lucca è un centravanti da temere al pari della mezza punta Thauvin e a centrocampo l'asse Walace-Lovric merita rispetto. Guai, poi, ad allentare le maglie difensive sul virtuoso Samardzic, che a livello di talento puro varrebbe comodamente una “big”. Forse, in difesa gli uomini dell'emergente allenatore Cioffi non risultano altrettanto affidabili e potrebbero patire l'agilità e la velocità d'esecuzione dei rossoblù.

La sfida è alla portata del Grifone, ma le insidie non mancano: prima fra tutte, la necessità di fare punti che anima gli ospiti. La bilancia psicologica si inclina nettamente sul versante genoano: un vantaggio da sfruttare appieno.

                  PIERLUIGI GAMBINO


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