Il buongiorno

07.04.2021 05:30 di GianPiero Gallotti   Vedi letture

Mercoledì 7 Aprile 2021

Il sole sorge alle 6,51 e tramonta alle 20.00

Il Santo del giorno:

San Ermanno

Il meteo:

Sintesi:

Giornata di sole su tutta la regione e il basso Piemonte. Gelate notturne su entroterra e sul basso Piemonte. Clima decisamente freddo per il periodo.

Dettaglio:

Notte disturbata da velature / nuvolosità sparsa su tutti i settori.

Prima mattinata che si aprirà con cielo velato / disturbato da nuvolosità alta, nel corso della mattinata l'intensificazione dei venti da Nord (sino a 25 / 30 nodi), renderanno il cielo sereno su Liguria e Piemonte, ma aumentando il disagio per freddo.

Pomeriggio di sole ovunque, sino a metà pomeriggio la ventilazione sostenuta renderà le condizioni ancora abbastanza fastidiose e il clima freddo per il periodo nonostante il soleggiamento.

Serata serena con attenuazione del vento.

Temperature in lieve calo e sotto media, tornano le gelate nei settori interni al mattino.

Vento forte da nord per tutta la giornata.

Mare mosso.

Temperatura minima:  4°

Temperatura massima:  11°

Tendenza per giovedì:

Giornata soleggiata sul centro-ponente ligure e sul basso Piemonte, possibile locale instabilità sul levante ligure al pomeriggio. Temperature sottomedia e ancora decisamente basse, valori interni prossimi a 0 gradi.

(www.meteolanterna.net)

La frase del giorno:

Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose.

(Abraham Lincoln - Politico e avvocato statunitense - Hodgenville, 12 febbraio 1809 – Washington, 15 aprile 1865)

Un po' di buonumore  :-)  :

Nel periodo invernale il sergente maggiore ordina al soldato di fare legna.
Quando il soldato ritorna con la legna gli dice:
"Ma basterà questa legna per l'inverno? Farà freddo o farà freddo freddo?
Vai dall'indiano in cima alla montagna e chiediglielo!"
il soldato si reca dall'indiano e gli chiede:
"Augh, grande capo, il sergente vuole sapere se quest'inverno farà freddo o farà freddo freddo!"
L'indiano risponde:
"farà freddo freddo!"
il soldato torna dal comandante e gli dice:
"L'indiano dice che farà freddo freddo!"
"bene, vai a fare altra legna allora..."
il soldato torna nel bosco per un nuovo carico.
Appena rientrato al forte incontra ancora il sergente maggiore che gli chiede:
"E se invece di fare freddo freddo, facesse freddo freddo freddo? Vai dall'indiano e chiedigli!"
il soldato torna dall'indiano e chiede:
"Augh, grande capo! il sergente maggiore vuole sapere se farà freddo freddo oppure freddo freddo freddo?"
L'indiano risponde:
"Quest'inverno farà freddo freddo freddo!"
Il soldato torna dal sergente maggiore a riferire:
"Sergente! L'indiano dice che farà freddo freddo freddo!"
"Bene!" esclama il sergente.
"Torna nel bosco e fai altra legna...."
il soldato parte ancora e torna con un altro carico di legna.
Al ritorno incontra nuovamente il sergente che gli chiede nuovamente:
"E se quest'inverno facesse freddo freddo freddo freddo anziché freddo freddo freddo?"
"Lo chiedo all'indiano!" lo interrompe il soldato che si reca nuovamente sulla montagna.
"Augh grande capo, il sergente vorrebbe sapere se quest'inverno farà freddo freddo freddo oppure se farà freddo freddo freddo freddo?"
e l'indiano risponde:
"Quest'inverno farà freddo freddo freddo freddo!"
A quel punto il soldato si insospettisce e domanda:
"Scusa grande capo, ma come fai a sapere quanto freddo farà quest'inverno?"
E l'indiano risponde:
"Non lo so, guardo quanta legna fanno al forte!"

Canzonando:

Quante volte ci sarà capitato di ascoltare una canzone distrattamente, apprezzandone la melodia ma senza soffermarci a riflettere sul testo.

A volte le canzoni sono semplicemente strofe orecchiabili senza particolari significati, ma molto spesso invece in una canzone si nascondono grandi emozioni e magari anche piccoli insegnamenti. O comunque qualcosa su cui riflettere.

Ci piace dunque pubblicare i testi di canzoni che hanno fatto la storia della musica, ma non solo. Se la cosa sarà di vostro gradimento ve ne proporremo quasi giornalmente anche altre, magari meno conosciute ma comunque meritevoli di attenzione.

A volte, leggendo solo il testo senza l'accompagnamento della musica, si possono cogliere sfumature di un brano che forse, pur conoscendolo, ci eravamo invece persi.

E magari è anche un'occasione per ricordare un brano dimenticato o per scoprirne uno mai conosciuto.

Se vi piace questo nostra piccola iniziativa magari fatecelo sapere lasciandoci un like o anche un commento sull'articolo nella nostra pagina Facebook. Ci farebbe piacere conoscere il vostro gradimento o meno su questa piccola nuova appendice che abbiamo deciso di inserire. Grazie.

Il brano che vi proponiamo oggi è uno storico brano scritto da Francesco Guccini nel 1965 e portato al successo due anni dopo dai Nomadi del mitico Augusto Daolio. Una canzone generazionale che all'epoca fece scandalo. Censurata dalla Rai, ma paradossalmente trasmessa invece da Radio Vaticana. Un pezzo di storia della musica italiana.

Se volete potete poi anche ascoltarla cliccando sul titolo che trovate in fondo dopo il testo.

Buona lettura ... e buon ascolto.

Dio è morto (Nomadi - Dall'album "Per quando noi non ci saremo" del 1967)

Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano
Nel mondo che hanno già
Dentro le notti che dal vino son bagnate
Dentro le stanze da pastiglie trasformate
Dentro le nuvole di fumo
Nel mondo fatto di città
Essere contro od ingoiare
La nostra stanca civiltà

È un Dio che è morto
Ai bordi delle strade, Dio è morto
Nelle auto prese a rate, Dio è morto
Nei miti dell'estate, Dio è morto

M'han detto
Che questa mia generazione ormai non crede
Che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han con la fede
Nei miti eterni della patria e dell'eroe
Perché è venuto ormai il momento di negare
Tutto ciò che è falsità
Le fedi fatti di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato
La dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre
Con la ragione e mai col torto

È un Dio che è morto
Nei campi di sterminio, Dio è morto
Coi miti della razza, Dio è morto
Con gli odi di partito, Dio è morto

Ma penso
Che questa mia generazione è preparata
Che questa mia generazione è preparata
A un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
Ad un futuro che ha già in mano,
A una rivolta senza armi,
Perché noi tutti ormai sappiamo
Che se Dio muore è per tre giorni
E poi risorge,
In ciò che noi crediamo Dio è risorto,
In ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
Nel mondo che faremo Dio è risorto

Dio è morto

Buona giornata a tutti.

Gip