A.A.A. Futuro Genoa cercasi

06.07.2020 08:11 di Luca Canfora   Vedi letture

Come sapete non ho alcuna passione per la critica retorica tanto per fare rumore. Tantomeno se si parla di Genoa, che sento come un figlio da proteggere e da incoraggiare sempre, nella buona e nella cattiva sorte.

Sempre.

Ieri sera il Genoa mi ha sorpreso, riuscendo a strappare un punto al 97esimo minuto dopo essere stato meritatamente sotto di due gol. E' un punto da Genoa, guadagnato con carattere, con cuore, con quel pizzico di fortuna che talvolta si ricorda di noi e della nostra storia. Me lo prendo questo punto, che potrebbe essere decisivo. La cosa positiva è Nicola che anche sotto di due reti a bordo campo non appare rassegnato e sfiduciato, ma dà indicazioni continue, crede di poter ancora recuperare questa partita, e si fa vedere ottimista dai suoi ragazzi. Questo è ciò che deve fare un condottiero. Merito dell'esperienza e della classe di un "anziano" Goran, sempre pronto, sempre serio, sempre decisivo.

Abbiamo limiti, grossi limiti, tecnici, e tattici, ma non è il momento di fare filosofia. Qui adesso è una questione di carne, di sangue, di carattere. Il punto va benissimo.

Poi c'è il futuro. Il futuro? In questo modo non abbiamo un futuro.

Non credo, da quando esiste questo spazio, e da quando esistono i Social, mi abbiate mai sentito scrivere critiche particolari alla gestione del Genoa. Non lo faccio, non l'ho mai fatto, e nemmeno intendo iniziare adesso. Come ho detto, spesso ho, abbiamo, dovuto difendere la nostra squadra da attacchi esterni, da ingiustizie e soprusi in alcuni casi, e ad un figlio si sta sempre vicino, anche quando commette errori. Soprattutto quando commette errori ed è attaccato da tutti. L'ho fatto sempre.

Poi c'è un secondo fattore. Il rispetto. Il rispetto dei ruoli, il rispetto del lavoro di altri, quel pizzico di umiltà che mi concedo ogni tanto. Chi sarei io per giudicare come si conduca una squadra di calcio? Nessuno, non sono nessuno. Non ho giocato in serie A, non ho allenato in serie A, non ho gestito una Società di serie A. Qualcuno dirà: con questa filosofia nessuno o quasi potrebbe dire nulla. Non proprio così, ma diciamo che mi piace sussurrare e non urlare le mie opinioni, le mie passioni, le mie ipotesi, i miei dubbi, ed anche le mie critiche. Da una parte non mi arrogo il diritto di avere mille verità da offrire, dall'altro mi concedo il beneficio del dubbio di non conoscere molti aspetti che non posso conoscere, e comunque mi piace pensare che la verità sia sempre un pochino più complessa di come ci piacerebbe descriverla.

Tuttavia, se analizzo lucidamente il trend degli ultimi 4 anni, non posso che prendere atto del fatto che il Genoa navighi in acque molto pericolose, con un mare piuttosto movimentato, con una bussola un pochino ballerina, ed un timone non sempre saldamente nelle mani di qualcuno.

Sono fatti, sono numeri. Se ci salveremo, e ovviamente lo spero, per il quarto anno consecutivo sarebbe sul filo di lana, all'ultima partita, all'ultimo minuto, con il cuore in gola.

Primo: alla roulette russa ti può andare bene una volta, due, tre, a volte anche quattro. Poi il gioco finisce, e finisce male.

Secondo: non credo sia questa l'idea di futuro e di Genoa che avevo, che avevamo, che abbiamo. Che meritiamo.

Capisco che il mondo sia cambiato, ed anche il calcio. Capisco che sia difficile navigare in questo mare fatto di divari economici importanti tra le "piccole" città e le "grandi " realtà, in un Paese alla deriva, in una città addormentata e avvilita da problemi gravissimi di ben altro ordine e grado. Ma questa strada non ci porterà in alcun luogo, in alcun tempo. 

Il futuro, prima di essere percorso, ha bisogno di essere sognato, immaginato, disegnato, e poi progettato.

Per quanto riguarda sogno ed immaginazione, ci pensiamo noi.

Per quanto riguarda il disegno e la progettazione, ci deve pensare qualcun altro.

Quel tempo è arrivato, quel tempo è oggi. Per avere un futuro domani.

   Luca Canfora