Genoa, a Milano si può fare, ma serve la gara perfetta

07.01.2026 17:11 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Serve una prestazione ricca di intensità e monda da errori: la partita perfetta, insomma. E chissà se basterebbe per rallentare la corsa di questo Milan che, senza annunciarlo pubblicamente, strizza l'occhio allo Scudetto.

Da un mese il Genoa si lecca ferite difficili da rimarginare e naviga a vista, inseguendo l'antica dimensione, quella dell'avvio dell'era De Rossi. Il suo congedo dal girone di andata è un'altra scalata di sesto grado superiore, con i rossoblù che in fatto di attrezzatura non garantiscono neppure i primi metri di ascesa Il calcio, però, è un fenomeno illogico e imprevedibile nei suoi sviluppi, sicché è doveroso giocarsi i 90 minuti di San Siro con un atteggiamento bellicoso, vada come vada.

Il mister rossoblù, sul cui operato aleggiano i primi accenni di diffusa perplessità, mai come adesso deve vestirsi da psicologo per risvegliare una squadra che ha perso la bussola e resta in orbita salvezza solo perché qualche concorrente diretta prosegue nell'andazzo lento. Rispetto alla gara persa malamente a Roma, questa col Diavolo appare non meno complicata. I ragazzi di Allegri hanno ripreso a vincere e a non subire gol e di recente hanno pure sconfitto la sindrome più preoccupante: quella emersa contro le provinciali, che li aveva privati di punti pesantissimi. Ora ci prova il Grifo, dopo aver notato che i milanisti faticano enormemente a sbloccare il risultato, anche se ci riescono, prima o poi, grazie al primo in tiro in porta della partita. I meneghini hanno di recente recuperato Leao e si presenteranno con il capocannoniere di casa Pulisic e, in panca, con il gigante Fullkrug, utile quando la Maginot avversaria si rivela a prova di bomba. Non aspettiamoci ritmi forsennati, che il quarantenne Modric non potrebbe reggere, ma un costante giro palla utile a cuocere gli antagonisti fino all'intervallo per poi papparseli nel secondo tempo.

Siccome non c'è confronto a livello tecnico, i rossoblù hanno solo una strada da imboccare: restare quatti quatti in retrovia, contando sull'assenza di frombolieri tra i padroni di casa. E' vero che i cross e i corner sono un tallone d'Achille di Ostigard e compagni, ma stavolta è consigliabile concederli, lasciando semmai più libere le fasce rispetto ai corridori centrali. Guai a lasciarsi attirare in avanscoperta (il Milan saprebbe come castigarti), anche se pensare di trascorrere 90 minuti in trincea è un'utopia bella e buona.

Occorrono dunque attenzione, perseveranza, spirito di sacrificio e capacità di correre da un'antagonista all'altro, a costo di sfiatarsi. Toccherà semmai al mister, cammin facendo, ricorrere alle esigue riserve a disposizione per cancellare il deficit di freschezza..

Il tema formazione non necessita di ampi sviluppi. Con Otoa disponibile ma acciaccato, restano solo tre difensori per tre posti e in avanti, con Ekuban in infermeria, i titolari Vitinha e Colombo hanno il solo, acerbo Ekhator come eventuale rimpiazzo. In mezzo al campo le gerarchie sembrano definite, ma almeno una sorpresina è da preventivare. Ellertsson si candida per un posto al sole, ma anche Masini e perfino Sabelli potrebbe aspirare ad un rilancio. Spetta a DDR capire se Norton-Cuffy, in teoria il miglior bue della stalla ma da qualche settimana alquanto appannato, può opporsi con profitto a Pulisic e Saelemakers, se Thorsby può spegnere la verve di Rabiot e, soprattutto, se Malinovskyi ha la “gamba” sufficientemente sciolta per inseguire tutti i centrocampisti rossoneri. Intendiamoci, è improbabile una rivoluzione nel reparto nevralgico, ma è giusto chiedersi se non sarebbe il caso di spedire inizialmente in panca l'ucraino per mantenerlo più tonico in corso d'opera se il risultato non arridesse?

Il Genoa, comunque, deve anche provare a a proporsi ogni tanto in avanti. Vero che tra i milanesi rientrano Gabbia e Pavlovic, due titolarissimi, ma qualche pasticcetto può sempre verificarsi nei paraggi di Maignan e bisognerebbe approfittarne. L'anno scorso il Grifo uscì dal Tempio con un punto ricoperto d'oro: ora, obiettivamente, le chance di scamparla sono inferiori, ma guai a darsi per vinti in anticipo.

Ultima considerazione, già attuale prima della trasferta all'Olimpico: attenzione a non comprometter i successivi appuntamenti con Cagliari e Parma inanellando altri infortuni o incorrendo in qualche squalifica. Nel frattempo, la società dia segni di vita sul mercato e ponga fine ad un immobilismo che fa imbestialire – oltreché preoccupare - tutto un popolo.

                PIERLUIGI GAMBINO


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