Remember Genoa, metti un "tigre" nel motore ma così non fu

14.05.2020 14:12 di Franco Avanzini   Vedi letture

In un periodo dove il calcio, giustamente, è stato messo in ultimo piano e si parla solamente delle vittime e dei contagi causati dal Coronavirus, noi di Genoanews1893.it abbiamo deciso di proporvi qualche aneddoto su determinate gare che il Genoa ha disputato dal 1990 ad oggi. Un modo come un altro per cercare di allietarvi in questi momenti bui nei quali il pensiero va principalmente alla situazione drammatica che si è venuta a creare in Italia e nel mondo in generale. Il nostro impegno è solamente portato a regalarvi, anche solo per un istante, qualcosa di più leggero, restando sempre pronti a ricordarvi peraltro di "stare a casa" per fare in modo che il virus venga totalmente e nel più breve tempo possibile sconfitto e debellato.

Ci sono giocatori che lasciano il segno, che regalano gioie a suon di gol oppure di parate o ancora di passaggi illuminanti; gioie per gli occhi dei tifosi che applaudono costantemente durante le varie partite. Ma ci sono anche giocatori che vengono accolti come dei re del Dio pallonaro ma che poi non combinano nulla oppure non vedono praticamente mai il campo con la casacca rossoblu addosso.

La storia che vogliamo raccontarvi è quella di un elemento denominato "El Tigre" giunto a Genova con una nomea favolosa nel mondo del calcio mondiale ma che, alla fin fine, non ha lasciato alcuna traccia di sè. Eppure per i tifosi era già un idolo al suo sbarco in terra ligure. Il suo nome è Jairo Castillo, detto appunto "El Tigre". Quel 2 ottobre 2001 arrivò al Centro Sportivo Signorini tra l'entusiasmo di un popolo rossoblu che lo attendeva come un Messia. Avrebbe dovuto far parte di un trio con gli allora genoani Francioso e Carparelli per aumentare il tasso tecnico dell'attacco. 

Oltre 3 mila persone lo attesero dentro il campo di allenamento pegliese osannandolo al suo arrivo; lui, dopo 18 ore di volo e un'accusa di omicidio a causa di un incidente dal quale era uscito senza imputazioni, era pronto a mettersi in luce sotto la guida tecnica del professor Scoglio che, a sua volta, aveva già messo le mani avanti dicendo che il posto non era assicurato neppure per "El Tigre". Quanto ci vedeva lungo il prof....

Le cose però non andranno come sperato, anche in allenamento Castillo sarà deludente, il campo di calcio in pratica non lo vedrà mai, la vicenda in cui era stato coinvolto lo aveva segnato incredibilmente. Tornerà nel proprio paese alla chetichella, senza che nessuno se ne accorga e nessun tifoso del Genoa si strapperà i capelli per la sua partenza. Un talento colombiano a tutto tondo, sparito nel buio. Un Tigre misterioso atteso per mesi (fu acquistato nell'estate di quell'anno ma arrivo in autunno) ma fuggito ben presto senza mai mostrarsi in quella che sarebbe stata la sua professione.

In Sud America Castillo giocò ancora per qualche stagione in varie società senza mai raggiungere però i picchi che lo avevano accompagnato alla fine degli anni 80 quando pareva davvero un talento pronto ad esplodere pure nel nostro continente.