The Day After, una squadra indietro nella forma e nelle idee di gioco

05.11.2020 10:00 di Franco Avanzini   Vedi letture

Un Genoa così proprio non ce lo aspettavamo. La squadra vista ieri contro il Torino è la bruttissima copia di quella che aveva giocato il derby in maniera certamente positiva. Non uno ma almeno vari passi indietro, soprattutto a causa della prestazione disarmante di alcuni giocatori. Edoardo Goldaniga sinora era stato sempre uno dei migliori della retroguardia, salvando anche qualche ottimo pallone con interventi all'ultimo fiato. Era capitato nella parte finale della scorsa stagione e pure nell'inizio di questa. Ieri invece ha sbagliato praticamente tutto, tanto che il pensiero è che il ragazzo non stesse bene. Il colpo di testa indietro che ha dato il là all'azione gol di Lukic è stata solamente l'inizio di una brutta storia, da dimenticare in fretta. Giustamente mister Maran l'ha sostituito alla fine del primo tempo probabilmente pure lui si era reso conto che il ragazzo era tutt'altro che tranquillo.

Anche Luca Pellegrini ha messo in mostra i suoi difetti soliti: quando deve difendere ha grandi problemi. non è stata certo l'autorete a farci pensare ciò: quella è una situazione capitata anche a molti grandi campioni che di mestiere facevano i difensori. Qualche strappo in avanti l'ha fatto ma spesso e volentieri non è riuscito a saltare l'uomo e da quella parte il Torino è sceso sempre con estrema facilità. Di Paolo Ghiglione abbiamo sempre apprezzato i cross, oltre alla sua corsa sull'out di destra. Anche lui è finito nel marasma totale, qualche cross ma molti di questi addosso all'avversario diretto, altri non propriamente precisi. L'esterno ha compiuto certamente una involuzione negativa rispetto alla scorsa annata. 

In mezzo al campo Milan Badelj aveva impressionato positivamente contro il Crotone distribuendo buoni palloni e dimostrando di avere tanto fosforo in testa. Contro il Torino invece ha giochicchiato mettendo in mostra poco o nulla. Insomma l'ex Lazio e Fiorentina deve ancora dimostrare tutta la sua bravura e soprattutto una certa continuità che sinora non ha mostrato.  Marko Pjaca avrebbe tutti i numeri per emergere. Benissimo alla prima con la casacca rossoblu contro il Crotone poi il problema del Covid-19 ed ora un lento recupero che però non ha portato alla ribalta un giocatore dalle indubbie capacità ancora inespresse. Anche contro il Torino qualche giocata sul breve ma poi alla distanza non è riuscito a regalare spunti ai suoi compagni e a chi ha seguito la gara in televisione. 

Così la cosa migliore di questa squadra porta un paio di nomi. Uno è quello di sempre, ovvero Niccolò Rovella. Il ragazzino sta proseguendo al meglio nella sua crescita e, a parte un piccolo errore nello stop del pallone nella ripresa, ha mostrato sempre le doti che gli sono conosciute. Ancora una volta una patita positiva, l'unico che abbia raggiunto una votazione più che sufficiente. L'altro nome è quello di Scamacca. L'attaccante ha timbrato ancora il cartellino. Quattro reti in tre gare tra campionato e Coppa Italia, un acquisto azzeccato. Che il Genoa abbia trovato il centravanti almeno per questa stagione? Le premesse sono buone anche se il giocatore meriterebbe di ricevere un numero maggiore di palloni dai compagni per potersi esprimere al meglio. 

Domenica arriva la Roma, una gara difficile, più dura di quella contro il Torino. Pare una montagna la squadra giallorossa per il Genoa attuale, una montagna difficilmente superabile. Ma il calcio ha spesso insegnato che proprio quando tutto appare definito e certo, arriva sempre qualcosa che cambia il corso della storia calcistica. Auguriamocelo perché una ennesima battuta d'arresto potrebbe diventare periclosa per la classifica.