GENOA: NELLA VETRINA BIANCONERA NON BASTA FARE UN FIGURONE

16.03.2024 16:33 di Radazione Genoa News 1893   vedi letture

A distanza di due settimane, ecco un'altra big da affrontare in terra nemica, ma se la sfida con la schiacciasassi interista era, sulla carta, pressoché proibitiva (tuttavia il campo avrebbe detto il contrario...), questa nella sontuosa dimora della Vecchia Signora qualche speranziella in più la concede.

E' tutto l'anno che la Juve procede a strappi, magari vincendo immeritatamente certe sfide e poi perdendo o al massimo pareggiando gare giocate con dignità. Il trend recente rafforza quest'immagine di incostanza e di inaffidabilità. Le ultime recite hanno persino evidenziato un progresso ragguardevole nella qualità della manovra, ma i risultati, il solo fattore che da oltre un secolo conta nel pianeta bianconero, sono stati pressoché disastrosi: tanto che un Milan tutto meno che irresistibile ha effettuato il sorpasso sul secondo posto e le inseguitrici si sono avvicinate.

Poi capita di dare un'occhiata alla rosa juventina e non ci si capacità certi stenti. Fatta salva la Beneamata, che... pratica un altro sport, quale altra compagine nostrana vanta campioni come Vlahovic, Chiesa, Rabiot (pronto al rientro da infortunio, e non è una bella notizia nell'ottica genoana) Bremer e Danilo? Vero che il resto della compagnia non è parimenti competitivo, ma il collettivo allegriano resta di assoluto spessore.

Il Genoa proviene da due stop di fila e un terzo passo falso, pur senza compromettere le chances di salvezza, inizierebbe ad insinuare qualche insicurezza. Bisognerebbe davvero passare all'incasso, a prescindere dalla caratura dell'antagonista. Madama fu meritatamente fermata a Marassi e con una condotta di gara acconcia ed un pizzico di sorte amica si potrebbe ripetere l'impresa. Mister Gilardino ci crede, sulla scorsa della sontuosa prestazione offerta a San Siro non più di due settimane fa e anche del gagliardo secondo tempo sciorinato contro i monzesi, corsari a Marassi. Dopo tutto, la Juve non soffoca, consente di sviluppare le proprie trame e, pur presentando guardie scelte fantastiche, non appare invulnerabile.

Servirà però un Grifone concentrato dall'inizio alla fine e soprattutto votato a bloccare sul nascere le volatone di Chiesa e a prevenire i cross dalla fascia, pane fragrante per un fromboliere come il centravanti serbo. Terza avvertenza: attenzione massima sui corner a sfavore, dati i formidabili saltatori avversari, Bremer e Gatti su tutti.

Certo, il Genoa non potrà limitarsi a campeggiare davanti a Martinez ma dovrà proporsi anche in avanti, inventando qualche giocata pericolosa. Retegui troverà difensori arcigni, ma lo stimolo di una convocazione in azzurro è forte e Gudmundsson con la sua agilità potrebbe incunearsi nella terra di nessuno e sfruttare spazi invitanti. Ma servirà il miglior Albert, non quello delle ultime sciape prove, insaporite solo sui calci fermi. Di sicuro neppure a lui mancheranno speciali motivazioni, essendo arcinoto l'interesse nutrito nei suoi confronti proprio dalla dirigenza bianconera. Ma attenzione: qualora l'islandese si confermasse appannato, l'allenatore non esiti in corso d'opera a sostituirlo con Vitinha non più un oggetto misterioso ma un calciatore capace di incidere con uno spunto ricco di classe e imprevedibilità.

La formazione rossoblù non sarà ottimale sulle fasce, dove mancheranno sia lo squalificato Sabelli, sia l'infortunati Martin: in pratica i due titolari. Una maglia è garantita a Spence, pronto a coprire il corridoio di destra, ma a sinistra ci si deve adattare e, visto che il guarito Haps torna tra i convocati ma ha parecchia ruggine da smaltire, l'orientamento è di confermare Messias, che esterno “tuttocampo” non è mai stato e soffre non poco a doversi curare anche della fase difensiva. L'alternativa da non trascurare è il decentramento di Frendrup, tra i più eclettici, col brasiliano in mezzo.

Memore dell'ultimo match disputato, il trainer è tentato di apportare comunque una modifica anche in mediana: dentro Malinovskyi, che non possiede la stessa sagacia tattica di Strootman ma presenta giunture assai meno usurate. Si ripropone così forzatamente il quadro di un centrocampo alquanto in là con gli anni.

Quali che siano le scelte del tecnico, si prospetta un appuntamento improbo, ma è doveroso fidarsi di un Grifone che di fronte agli squadroni riesce ad esprimere sempre o quasi il 110 per cento. Eppoi, si avvicina l'estate, il tempo dei movimenti di mercato, e parecchi rossoblù, compreso l'allenatore (tra i più chiacchierati da qualche settimana), sono fermamente intenzionati a sfruttare una vetrina così luminosa.

                              PIERLUIGI GAMBINO


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