Come volevasi dimostrare

11.01.2021 11:42 di Luca Canfora   Vedi letture

Ricordandovi l'appuntamento di questa sera con la nostra trasmissione #ONEGENOA, alle ore 21 su #NEWSIGNAL e sul Canale 217 del Digitale Terrestre (se non lo prendete provate a rifare la sintonia), mi riallaccio alle cose che diciamo da due mesi tutti i lunedì sera: questo Genoa non è da Champions ma non è nemmeno da penultimo posto in classifica.

Ecco, ci servivano solo le prove. Ce le ha date Davide Ballardini in 4 partite, con gli stessi identici giocatori di Maran, ed una media punti 3 volte e mezzo superiore al predecessore, in linea con la storia di Ballardini al Genoa.

Mi spiace infierire ma è talmente lampante che non può essere taciuto.

Rallegrandomi per la scelta di Davide, non posso che rammaricarmi ancora una volta per la scelta estiva di un allenatore che non mi ha mai convinto per la sua mancanza di carisma, di personalità, di carattere, e per la sua tardiva sostituzione, che poteva, doveva, arrivare almeno 3-4 partite prima.

Peccato. 

Ma ora è davvero tutta un'altra musica. E non parlo dei risultati, che sono evidenti, parlo del modo di stare in campo, tatticamente, parlo dell'attenzione nella fase difensiva, parlo della capacità di soffrire come è accaduto con Sassuolo e Bologna, contro avversari più bravi tecnicamente, più rodati come squadra. Nel primo caso è andata male, nel secondo bene, ma identico è stato l'approccio. Loro sono più bravi, quindi mi metto qui e li aspetto, cerco di difendermi bene, li faccio stancare e appena ci riesco metto il naso fuori e provo a dire la mia, sfruttando le caratteristiche dei giocatori che ho.

E funziona. Funziona perché è un approccio ragionevole, serio, umile. Non sono le idee dell'allenatore che contano, non è la sua filosofia di gioco, non è la teoria che ti fa fare punti. O meglio, lo sono nella misura in cui sono indossabili dalla squadra che hai. Non è una scuola calcio di bambini di 7 anni questa, è una squadra di serie A. I margini di crescita di ciascun giocatore sono minimi, e nel lungo periodo, mentre la necessità di risultati è massima, nel brevissimo periodo. 

Se hai 11 gazzelle con poca qualità tecnica non puoi fare palleggio dalla difesa, non funziona. Se hai 11 giocatori tecnici e alti 1 metro e sessanta non puoi giocare in verticale con gli esterni. 

E poi serve capacità di parlare con i ragazzi, una storia che ti renda autorevole nel ruolo che ricopri, e la credibilità che ti arriva dai risultati derivati dalle tue scelte.

Ballardini Davide ha portato questo, ancora una volta.

La strada è ancora lunga, ma adesso sono molto sereno, perché so che ce la giocheremo fino all'ultimo con le uniche armi possibili, quelle di chi lavora con i piedi per terra.

E i cuori in aria.

Bravo Davide, bravi ragazzi.

   Luca Canfora