Non si può perdere per sempre... forse...

08.12.2020 15:24 di Luca Canfora   Vedi letture

Non riesco ad arrabbiarmi. Non più.

Certo, prendere gol nel 98esimo minuto, un minuto e mezzo circa oltre i 6 minuti di recupero, su un campo dove abbiamo vinto 3 volte in tutta la nostra storia, l'ultima 37 anni fa, con un bisogno disperato di punti salvezza, non solo non è piacevole, ma probabilmente è anche ingiusto. Recupero eccessivo, sfortuna, stanchezza, errori, destino.

Tuttavia basta invocare la sfortuna. La sfortuna si può prendere in considerazione quando, in alcuni casi, nonostante il tuo lavoro, impegno, qualità, dedizione, programmazione, abilità, ti volta le spalle. Ma la fortuna può voltarti le spalle una volta, due, tre. Non sempre. Se ti volta le spalle costantemente, e non parliamo di cose serie, cioè di incidenti, malattie, destini, ma di sport, di calcio, non si chiama più sfortuna.

Si chiama in un altro modo. 

Dopo 10 partite abbiamo 6 punti. Una vittoria, con l'unica squadra che ci separa dall'ultimo posto, con soli 2 punti in 10 partite, 3 pareggi e 6 sconfitte.

Non è sfortuna, è mancanza di qualità, organizzazione dirigenziale e tecnica, programmazione.

Detto questo quest'anno non sarà facile trovare 2 squadre cui poter cedere il penultimo ed il terzultimo posto. Quindi, senza eccessivi pessimismi o catastrofismi, cominciamo a prendere in considerazione che ci aspetta per il quarto anno consecutivo una impresa molto molto complicata per rimanere in serie A. 

Tutto, tutto può succedere, perché nulla è mai deciso, e nulla è mai perduto. La cosa bella della vita, e dello sport, è che hai ogni giorno, ogni minuto, la possibilità di rimediare ai tuoi errori, o comunque di riscattarli, perfino nella sconfitta. La vera nobiltà non risiede nella vittoria, nel successo, ma nel poter dimostrare a te stesso che anche tu vali qualcosa, che anche tu puoi ancora dimostrare a te stesso, molto prima che ad altri, di poter migliorare, di poter dire la tua parola nel mondo. Al mondo.

La vittoria e la sconfitta sono solo due facce della stessa medaglia, un premio di consolazione per chi si accontenta della superficie delle cose, della cornice del quadro, del bagliore dei lustrini.

La vita, come lo sport, è sudore, sacrificio, sporcizia, battaglia, errore, caduta, riscatto, redenzione. Non importa vincere, e non importa perdere.

Importa "essere".

A me non manca un Genoa che vinca, io non l'ho mai avuto.

A me manca un Genoa che "sia".

   Luca Canfora