Remember Genoa: un "americano" a Genova, ma senza fortuna

19.05.2020 14:12 di Franco Avanzini   Vedi letture

In un periodo dove il calcio, giustamente, è stato messo in ultimo piano e si parla solamente delle vittime e dei contagi causati dal Coronavirus, noi di Genoanews1893.it abbiamo deciso di proporvi qualche aneddoto su determinate gare che il Genoa ha disputato dal 1990 ad oggi. Un modo come un altro per cercare di allietarvi in questi momenti bui nei quali il pensiero va principalmente alla situazione drammatica che si è venuta a creare in Italia e nel mondo in generale. Il nostro impegno è solamente portato a regalarvi, anche solo per un istante, qualcosa di più leggero, restando sempre pronti a ricordarvi peraltro di "stare a casa" per fare in modo che il virus venga totalmente e nel più breve tempo possibile sconfitto e debellato.

Il mercato globale regala giocatori da ogni parte del mondo anche nel massimo campionato italiano. I continenti oramai non sono più inesplorati, calcisticamente parlando, ma qualche elemento nasce e cresce anche in luoghi sperduti della terra. E naturalmente il calcio di Serie A non si fa mai mancare nulla e, potremmo dire, cosi pure il Genoa, specialista nel trovare calciatori sconosciuti con la speranza che possano diventare nuove stelle. Talvolta però da stelle tornano prepotentemente ad essere meteore, con poche o addirittura pochissime presenze e non più di una stagione trascorsa in Liguria. 

Dagli Stati Uniti d'America raramente arrivano giocatori buoni per il calcio italiano. Alexis Lalas è stato sicuramente il giocatore che meglio aveva fatto sul nostro territorio nazionale. Ma nella stagione 1996/1997 anche il Genoa prese il suo americano, puntando su Roy Lassiter. Il suo biglietto da visita parlava di 27 reti realizzate con la casacca del Tampa Bay. Reti segnate in 32 gare. Ma quello che probabilmente all'epoca si è sottovalutato è il fatto che un conto è il soccer americano, un conto il calcio italiano, che è decisamente più difficile. In Liguria Lassiter arriva in prestito semestrale; il Genoa in quella stagione era in Serie B, ma con il suo arrivo si sperava di aver trovato un bomber di razza. Ma le cose non furono però propriamente così.

L'idea del presidente Aldo Spinelli è quello di portarlo al Grifone in sostituzione di Vincenzo Montella, perso alle buste con l'Empoli. Il tecnico all'epoca è Attilio Perotti. E all'arrivo Lassiter la spara subito grossa: "Ho segnato ovunque, non mi fermerò certo qui", ricordando come il gesto che fa ad ogni rete è quello dell'aeroplano. Insomma il giocatore giusto per prendere il posto di Montella, diranno in molti all'epoca. In quel periodo Lassiter vedrà però ben poco il campo, e mai da titolare. Entrerà infatti a mezzora dalla fine in un Genoa-Chievo e chiuderà la sua annata rossoblu in un Genoa-Foggia, giocando un'altra mezzoretta circa. Fine della favola di un americano in Liguria. 

In realtà una rete Lassiter l'aveva anche segnata: in un Castel di Sangro-Genoa, l'attaccante a stelle e strisce infatti la metteva dentro con una spettacolare rovesciata. Ma la sfortuna ci mise il suo zampino. Infatti di lì a poco si abbattè sulla cittadina una autentica bufera di neve, che costrinse l'arbitro a sospendere la gara, rendendo quindi inutile quel gol, visto che all'epoca le partite sospese si rigiocavano per intero e non come al giorno d'oggi solo per i minuti restanti.