The Day After, la gestione dei cambi e una squadra che si sveglia tardi

26.09.2021 10:23 di Franco Avanzini   vedi letture

Ancora una volta il Genoa, il primo Genoa "americano", è andato sotto nel risultato, due gol presi da un Verona ordinato, ben messo in campo ma nulla di trascendentale. Ancora una volta solo dopo aver preso un paio di schiaffi la squadra di mister Davide Ballardini ha saputo reagire. Per 75 minuti di fatto la squadra ligure, sospinta da un super pubblico sempre presente, encomiabile e che mai ha abbandonato la sua squadra, è apparsa slegata, priva di idee e senza neppure troppa voglia. Di tiri in porta neppure l'ombra e per vederli occorreva seguire le azioni del Verona che c'entravano la porta spesso trovando però un super portiere come Sirigu. Evidentemente per svegliare questa squadra bisogna che gli avversari facciano la voce grossa segnando almeno un paio di gol. 

Al 20' della ripresa il tecnico aveva già finito i cambi. Una gestione che ha lasciato molti perplessi ma anche una formazione iniziale che non è apparsa il top della forza soprattutto perché contro c'era una squadra alla portata del Grifone, non certamente una corazzata. Il problema del tecnico probabilmente è figlia dei troppi calciatori presenti in rosa. Così alla fine qualcuno deve restare fuori e anche sui cambi ci sarebbe molto da dire.

Ancora una volta ne ha fatto le spese Cambiaso mentre in campo è rimasto un Maksimovic che non è apparso assolutamente sicuro. Il rigore causato è stato l'emblema di una prestazione negativa. Un intervento scoordinato e soprattutto un'azione arrivata dalla destra difensiva genoana dove appunto non c'era Cambiaso. Il giocatore, c'è da dirlo, non è stato perfetto sul gol del vantaggio veneto di Simeone. Si è fatto buggerare dall'ex genoano praticamente restando impalato. Eppure aveva fatto una buona diagonale difensiva. Il problema è che Maksimovic si era fatto saltare troppo facilmente e non aveva spese il classico fallo per risistemare la difesa.  

Lo stesso Bani, dopo la buona prestazione di Bologna, ha commesso l'errore di farsi staccare da Kalinic al 91esimo per il definitivo pareggio giallo-blu. Un errore di piazzamento che ha permesso così all'avversario di saltare indisturbato e mandare la palla in fondo al sacco. Per 75 minuti è stato il più brutto Genoa della stagione.

Di positivo c'è stato sicuramente la voglia di recuperare il risultato ma pure Mattia destro che ha dimostrato ancora una volta di essere un centravanti di valore. Quattro reti già in cassaforte e una media assolutamente di rilievo. Eppure per buona parte della partita sembrerebbe quasi abulico, svogliato poi gli bastano due palloni per realizzare una doppietta. Alla fine ha ragione lui, alla faccia dei detrattori che in estate avevano additato la dirigenza genoana per aver puntato su di lui nel ruolo del centravanti.