The Day After, evviva, evviva, il Ferraris è stato violato

30.11.2025 10:00 di  Franco Avanzini   vedi letture

C'era un tempo uno stadio dove le avversarie raramente vincevano e il Genoa costruiva la propria salvezza poi arrivò il buio. Dopo 239 giorni ecco che l'incantesimo è stato spezzato. I rossoblu hanno vinto un incontro casalingo conquistando tre punti d'oro contro una diretta concorrente e ottenendo il quarto risultato utile consecutivo. Non una passeggiata ma un sali e scendi di emozioni racchiuse in 94 minuti.

Prima la salita con la rete veneta, poi la strada in pianura col pareggio e la discesa col gol del sorpasso ed infine nuovamente la salita, ardua, nel mantenere il risicato vantaggio. Così si può spiegare il risultato finale. Sì, perché il Genoa ha saputo soffrire, resistendo ad un Verona che è apparsa poca cosa ma che pressava alto mettendo in difficoltà i primi portatori di palla. Ricordate il Lecce all'esordio di questa stagione? Giocò pressando molto alto, addirittura portando la propria presenza da Leali salvo poi non concludere nulla. Ecco il Verona di fatto si è sistemato in campo in maniera da inibire il gioco di Malinovskyi e pressare difensori che non hanno certamente piedi buonissimi.

Ed ecco che da una sbadataggine di Østigård che prima conquistava palla poi la perdeva clamorosamente nel contrasto con Mosquera, nasceva il vantaggio dei giallo-blu. Gelo sul Ferraris, gelo in tribuna,nei distinti e nelle due Gradinate. Recuperare da situazione di svantaggio non era propriamente un fattore semplice per il Grifone. Per fortuna dei rossoblu, l'Hellas si dimostrava poca cosa, non concludeva più in porta e prima del doppio fischio di chiusura del primo tempo subiva la rete di Colombo bravo nel controllo e nel tocco su Montipò con sfera ricevuta dal compagno di reparto Vitinha.

A proposito dei due attaccanti: si sono cercati molto, si sono anche trovati. E se a Cagliari fu Colombo a servire Vitinha, questa volta è accaduto l'esatto contrario. L'affiatamento tra i due sta migliorando di gara in gara. Di tutt'altro spessore la ripresa. L'inizio è solo Genoa con tante occasioni, un palo di Østigård e la rete di testa di Thorsby. La spinta del pubblico incessante portava il Grifone ad attaccare ancora per un po' di minuti. Poi ecco il ritorno della salita: il Verona attaccava a più non posso inserendo giocatori d'attacco a iosa.

Ancora una volta dobbiamo parlare di Leali: tra i pali è un buon portiere, su Orban ha compiuto una parata da applausi. Il problema è che nelle uscite non lo sia altrettanto. Un pallone che ballonzolava nei pressi della traversa invece di spedirlo a fondo campo lo ha rimesso incredibilmente verso l'area piccola. Il rischio non si è tramutato in beffa solo perché, obiettivamente, gli avanti avversari non sono stati troppo scaltri. E questo è stato il momento della strada in salita. Per fortuna il triplice fischio ha chiuso la sfida e con essa anche il rischio rimonta si è dissolto.

Tre punti che servono come il pane per la classifica. Intanto il Verona è a cinque punti di distanza, sono stati raggiunti Parma e Cagliari e superati sia il Lecce che il Pisa che giocheranno entrambe oggi, senza dimenticare la stessa Fiorentina che, con una gara da giocare, resterà comunque dietro.

Mercoledì sarà Coppa Italia a Bergamo, si gioca alle ore 15. Gara che servirà per vedere qualche elemento che ha avuto meno minutaggio. Ma non sarà sconvolgimento totale nell'undici di partenza. Provarci non costerà nulla anche se lo sguardo andrà ovviamente alla partita prossima di campionato, ad Udine. Questa si che sarà una sfida da non sbagliare in attesa dell'arrivo di un tour de force complicato con formazioni dal valore elevato. 


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