The Day After: all'ultimo sussulto, il Genoa non si arrende mai

21.02.2021 10:03 di Franco Avanzini   vedi letture

In dieci a causa dell'infortunio subito da Luca Pellegrini, senza più cambi a disposizione e con il Genoa sotto nel punteggio contro l'Hellas Verona per 2 a 1 chi avrebbe speso una parola buona per il Grifone e la sua rimonta? Ben pochi, probabilmente. I veneti, diciamo la verità, avevano imbrigliato al meglio i rossoblu bloccandoli soprattutto sulle due fasce. E per di più la squadra di mister Juric si era divorata prima il 2 a 0 in contropiede con Lasagna nel primo tempo e con lo stesso attaccante aveva colto un clamoroso palo sul punteggio di 1 a 1 oltre ad impegnare Perin con Zaccagni prima ed andare vicino alla marcatura con Bessa dopo.

Ma il cuore rossoblu questa volta avrebbe battuto sino al 94esimo quando Milan Badelj di prima intenzione calciava la sfera di giustezza mandandola alle spalle del portiere Silvestri. Grande festa in campo e, pensiamo noi, in tutte le case dei tifosi genoani. Un punto che allunga a sette lo score positivo di imbattibilità. Forse non il miglior Genoa perché di fronte aveva un Verona messo perfettamente in campo da Juric e padrone del pallino del gioco in mezzo. Alcune incognite in casa genoana restano, però.

Intanto Marko Pjaca: ancora una volta non si è espresso al meglio. Spesso sembra giocare in punta di piedi cercando più il tocco ad effetto che la sostanza vera e propria. Troppi i palloni sprecati, troppi i colpi di tacco effettuati o anche solamente tentati. In attacco in coppia con Destro ha combinato ben poco. Lo stesso centravanti è apparso abulico: pochi i palloni ricevuti e ancora meno quelli giocabili per poter almeno tentare ad offendere la porta di Silvestri. Auguriamoci che il magic moment del centravanti non si sia chiuso con la doppietta di Crotone. 

Passi indietro ha fatto pure Lennart Czyborra che ha sulla coscienza la rete del vantaggio scaligero quando di fatto ha dato il "là" all'azione avversaria con un passaggio alquanto sconsiderato. Ma ovviamente non solo: l'esterno di sinistra è apparso stanco, quasi sfiduciato (forse l'errore commesso ha pesato parecchio nel proseguo della gara) con troppi palloni persi e pochi recuperati. Insomma, probabilmente avrebbe bisogno di un turno di riposo e chissà che nella prossima sfida contro l'Inter il tecnico non glielo conceda.

E' chiaro come il punto conquistato sia di basilare importanza: intanto si allunga sulla terz'ultima, il Cagliari e soprattutto si andrà ad affrontare un trittico davvero impegnativo (Inter e Roma in trasferta con il derby in mezzo) con la consapevolezza di non avere molto da perdere, soprattutto nelle due gare che saranno giocate a Milano e nella Capitale. Questo Genoa certamente non abbasserà la guardia e metterà sempre il cuore in ogni sfida, poi, è evidente, già la prossima sfida contro l'Inter sembrerebbe, almeno sulla carta, impossibile ma, come si dice in questi casi quando a scendere in campo è il Genoa, la speranza è proprio l'ultima a morire.