Ci sto provando

29.06.2020 08:31 di Luca Canfora   Vedi letture

Questo non è un giudizio, non è una critica, ma solo una confessione. 

Credo sia stato giusto, lecito, e probabilmente necessario riprendere il campionato e cercare di finirlo per diversi e leciti motivi.

Motivi sanitari: lo dicono chiaramente i numeri, il virus appare per il momento quasi del tutto in ritirata. Ripeto, non è una opinione, è un numero. 

Motivi economici: il calcio, a qualsiasi livello, è un motore economico formidabile, perfino senza il pubblico.

Motivi filosofici: se puoi finire una cosa che sei stato costretto ad interrompere, cerca di finirla semplicemente perché puoi, e perché le cose vanno portate a termine.

Motivi tecnici: per evitare una marea di complicazioni pratiche (soldi), retrocessioni (soldi), piazzamenti champions (soldi), svalutazione di calciatori (soldi), cause civili (soldi), e un'altra miriade di problematiche collaterali legate ai... soldi... giusto tentare di arrivare in fondo.

Insomma tutto molto atipico e singolare, come se decidessero di spostare il Natale al 27 di luglio o la fine dell'anno al 19 di settembre. Farei fatica a trovare le coordinate del mio coinvolgimento emotivo.

Ecco mi sta succedendo la stessa cosa. Ci sto provando ad entrare in questa faccenda, ma sto facendo una fatica tremenda. Mi ritrovo in mutande sul divano ad orari improponibili, mentre fuori scorre l'estate, a guardare partite di calcio interessanti come un film polacco con i sottotitoli in bulgaro, ascoltando le indicazioni e le imprecazioni di allenatori e calciatori, con l'eco di stadi privi di vita e di amore, mentre dalla finestra aperta ascolto il profumo del mare ed il vociare di bambini che hanno voglia di vivere, in attesa di un gol che farà lo stesso rumore di un gol fatto in una partita "Ufficio Sinistri" VS "Leccaculo del Direttore" in Via dell'Acciaio, valida per le qualificazioni rionali alla fase finale del Torneo Aziendale con in premio la stampante Epson di nuova generazione a getto d'inchiostro.

Lo so, è il Genoa, è sempre il Genoa. Ed il campionato va preso molto sul serio, sia perché è un campionato reale, sia perché siamo lì in fondo a giocarci una retrocessione molto reale. E come se non bastasse nel centro di gravità dell'estate, a fine luglio, ci sarà un derby incredibile che potrebbe decretare il crollo di una delle due squadre di questa città smarrita, depredata, offesa, da tutti. 

Nel calcio, e fuori dal calcio.

La città che amo.

E' un anno davvero strano, questo 2020. 

Ci sto provando, a capirlo, ad accettarlo, a fare tesoro di quello che mi sta insegnando, ad imparare qualcosa anche su me stesso. Ci sto provando, a collocarmi in modo diverso, nello spazio, nel tempo, e nelle altre dimensioni. Perché questo è lo scopo, il significato, della vita.

Ci sto provando, a dargli fiducia, a vedere se nella seconda metà saprà sorprendermi anche positivamente, se anche lui, nonostante tutto, possa lasciarci qualcosa di buono su cui ragionare, su cui fare anche auto-critica, per cui valga la pena averlo conosciuto, per cui potrò dire domani di essere un pochino cresciuto, maturato.

Ci sto provando.

W il Genoa, lotteremo come sempre... fino alla fine.

    Luca Canfora