Entusiasmo disperatamente cercasi

06.11.2020 14:02 di Luca Canfora   Vedi letture

Eccoci qui.

Ricordando sempre a me stesso le priorità della vita, salute, affetti, lavoro, sarei più bugiardo di quello che già sono se non ammettessi di vivere un momento di malinconico distacco dalla realtà. Inutile mentire, inutile nasconderlo.

Da soggetto naturalmente portato all'introspezione, alla ricerca di spazi e tempi di isolamento dal mondo per mia indole, tuttavia comincia a mancarmi l'aria. Perfino a me, che potrei indossare una tuta e mimetizzarmi per giorni sul mio divano a divorare film come se fossi incapace di intendere e di volere. 

Mi mancano i miei concerti con la mia Band, mi mancano gli assembramenti in birreria con gli amici, mi manca andare in trenta in pizzeria e comportarsi come bestie al pascolo tra battute dozzinali e discorsi di un livello deplorevole, e mi manca il Genoa.

Sì il Genoa gioca lo stesso. Diciamo... che gioca. Ma non è questo il punto. Ora si è capito, senza nulla togliere all'importanza dei veri protagonisti di questo sport, cosa voglia dire giocare in questo clima. Giusto andare avanti, giusto alleggerire ed allietare la vita dei tifosi in qualche modo, ma questo non è più lo sport che amiamo, e non ha alcun significato.

Uno stadio vuoto, pur giocando, non perde solo una componente dell'evento, perde proprio l'anima. Che significato può avere una vittoria senza nessuno che si abbracci e canti? Che significato può avere una sconfitta senza nessuno che si abbracci e pianga? Che significato può avere un tiro a fil di palo senza la scia di voci che segua la traiettoria del pallone? Che significato può avere un gol senza il suo orgasmo? Che significato può avere aspettare, parlare, imprecare, ridere, piangere, sperare, immaginare, senza occhi che guardino, cuori che sognino, orecchie che ascoltino, bocche che parlino, anime che "sentano".

Passerà. Passerà questo momento e tutto ritornerà alla normalità.

Mi godo, come nel Sabato del Villaggio, l'attesa, il sapore, il profumo, di quello che era, che è sempre stato.

Che sarà ancora.

   Luca Canfora