Il segreto del mio insuccesso

24.08.2020 15:13 di Luca Canfora   Vedi letture

Parafrasando il film cult degli anni '80, Il segreto del mio successo, sono abbastanza orgoglioso di poter dire che io ho preferito una strada più originale. Sostanzialmente quella di sbagliare più o meno tutte le scelte e le strade intraprese nella mia vita.

Non c'è niente da ridere, non è facile nemmeno questo, come fare zero alla schedina, come sbagliare tutti i pronostici delle partite, come non prendere mai una previsione meteo. Ci vuole talento, ci vuole competenza, ci vuole classe.

Ho smesso di nuotare, lo sport davvero per me, dopo una medaglia nei 200 dorso. Ho lasciato il Genoa a 15 anni perché non avevo più voglia di fare il terzino e volevo fare il centrocampista. Mi sono iscritto ad Ingegneria quando gli ingegneri trovavano lavoro prima ancora di finire gli studi e guadagnavano come i tizi sulla copertina di Forbes, ho finito gli studi che venivano assunti per fare fotocopie ed avere un mutuo di 78 anni a tasso logaritmico con spread incalcolabile che me lo invidiano in tutta Atlantide. Ho smesso di giocare a football per fare la rockstar quando i giocatori di calcio cominciavano a guadagnare cifre a 18 zeri e le rockstar passavano il tempo a bere e a drogarsi prima dell'inevitabile declino loro e della musica rock. Ho registrato il mio primo disco nell'anno in cui spariva l'analogico e nasceva l'mp3 segnando la morte definitiva del mercato discografico. Ho cominciato a scrivere le mie canzoni da cantautore nel momento in cui i cantautori venivano messi da parte in favore di rap e house. Ho cominciato a scrivere articoli nel momento in cui il mondo ha smesso di leggere per guardare solo foto e video su Facebook. Ho cominciato a condurre trasmissioni tv sul calcio nel momento in cui le tv locali andavano in crisi ed i ragazzi cominciavano a guardare solo quello che passava su instagram, youtube, facebook e tik tok.

:-)

Insomma, sono abbastanza orgoglioso di essere sistematicamente nel posto sbagliato, al momento sbagliato, con l'idea sbagliata. Ma bando alle ciance.

In questa foto invece sono nel posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste. Solo che l'ho capito tardi, troppo tardi, quale fosse il mio posto. Santo Stefano d'Aveto, agosto 2020, Camp estivo di calcio Academy Val d'Aveto. 

Io sto bene con loro. Sto bene a giocare con loro, sto bene a parlare con loro, sto bene a litigare con loro, sto bene a cercare di aiutarli a calciare, a pensare, a crescere, a trovare sicurezza, fiducia, coraggio, a lavorare sulle proprie debolezze, a superare i propri limiti, a trovare la propria identità. Forse loro sono più maturi di quello che dovrebbero essere, o forse io sono meno maturo di quello che dovrei essere, ma sento che ci capiamo. Sento che per loro sono importante, sento che contano su di me, che hanno fiducia in me, che credono in quello che dico, o forse solo in quello che sono. Io non mi sento importante, io non ho questa fiducia in me stesso, e non credo nemmeno a quello che dico talvolta. Ma sento che loro hanno bisogno di qualcuno che creda in loro, che li lasci provare, sperimentare, giocare, dribblare, correre, tirare, ridere, cadere. Rialzarsi. Nel calcio... e nella vita.

Sono passati ormai 5 anni, alcuni di questi ragazzi li sto vedendo crescere, sento in minima parte di avere lasciato loro qualcosa, di certo loro lasciano in me il sapore della verità, e della bellezza della vita che cerca la sua dimensione, la sua strada. Quest'anno si è unito a me un giovane del posto, Alessandro Badaracco, che mi ha dato una grande mano a gestire questa banda di piccoli uomini. Bravissimo ragazzo d'altri tempi, per bene, educato, lavoratore, serio, onesto. Non è facile trovare ragazzi di 27 anni così, credo sarà una bella collaborazione per gli anni a venire, per sviluppare le molte idee che già abbiamo per proseguire insieme questa bella avventura a partire dall'estate 2021.

Ah volete sapere il segreto del mio insuccesso? Giusto. Avete ragione, devo dare un significato al titolo. Finché ho cercato unicamente la realizzazione personale, il successo personale, la gratificazione del mio ego, della mia vanità, in tutti i campi, mi è sempre mancato qualcosa. 

Poi il tempo passa, i pesi e le misure cambiano, non sei più tu il centro del mondo. Scopri che la tua esperienza, le tue parole, le tue attenzioni, possono aiutare gli altri, possono alleviare il peso ad altri, possono essere di aiuto al cammino di altri. Scopri che mettendo al centro del mondo tutto questo, perfino tu, improvvisamente, magicamente, senza sforzo, cominci ad avere un senso, un motivo, un obiettivo. 

Questi ragazzi, ogni estate, da cinque anni, sono il mio senso, il mio motivo, il mio obiettivo.

Il successo che cancella tutti gli insuccessi.

Mi mancherete,

   Luca Canfora