The Day After, una gara per non crollare definitivamente

17.07.2020 09:50 di Franco Avanzini   Vedi letture

Genoa-Lecce sarà la madre di tutte le partite di questo campionato. Vogliamo partire dal futuro e non da quello che è stato perché questo incontro che si giocherà domenica con fischio di inizio alle ore 19.30 deciderà le sorti della stagione delle due squadre. Certo mancheranno ancora quattro gare al termine della stagione 2019/2020 ma è chiaro come chi uscirà con le ossa rotte probabilmente sarà la squadra avviata ad accompagnare Spal e Brescia in Serie B. 

Il calendario delle due squadre recita così dopo lo scontro diretto GENOA: Sampdoria; Inter (in casa), Sassuolo (in trasferta) e Verona (in casa). LECCE: Brescia (in casa), Bologna (in trasferta), Udinese (in trasferta) e Parma (in casa) Obiettivamente il cammino del Grifone è più duro: il derby è una gara a se; l'Inter lotta per mantenere il secondo posto; il Sassuolo sta facendo faville e forse l'unica compagine che potrebbe essere alla portata è il Verona che non avrà nulla da chiedere più al torneo. 

D'altra parte per il Lecce ci sarà una squadra praticamente retrocessa e tre che di fatto non avranno probabilmente più obiettivi e non rischieranno né di retrocedere e neppure di lottare per un posto in Europa. Quindi per il Genoa battere il Lecce sarà l'unico risultato possibile anche il pareggio potrebbe diventare deleterio alla truppa di mister Nicola. 

Ieri è stato un pianto greco: a parte i primi minuti della prima frazione di gara ed i primi della ripresa per il resto la squadra ha camminato più che correre in campo. Il cuore Toro ha surclassato il cuore Genoa che in pratica non si è visto e neppure era presente allo stadio Grande Torino. I granata lottavano su ogni pallone con Belotti che correva avanti ed indietro per tutto il campo pur di aiutare i propri compagni; sull'altro fronte sembrava mancasse la voglia di lottare, di metterci quel quid in più che permettesse loro di pareggiare almeno la corsa in campo. 

Gli attaccanti hanno latitato, concluso pochissimo e si sono mossi poco e male; a centrocampo le idee non si sono viste mentre in difesa non tutto è apparso perfetto, dal portiere Perin a Biraschi passando per Goldaniga, tutti hanno commesso degli errori. Davvero non si capisce come la squadra invece di migliorare questa volta abbia fatto un paio di passi indietro. 

Domenica la gara della verità la gara da non sbagliare, una partita nella quale ci si giocherà tutta una stagione. Sbagliarla sarà come una condanna per le prossime sfide, Il cuore e la grinta dovranno tornare, in campo i giocatori dovranno sudare e dare tutto. Solo così si potrà evitare una pericolosa caduta nel baratro.