About Mario

25.09.2020 10:32 di Luca Canfora   Vedi letture

Arriverà? Tiferemo per Mario. Non arriverà? Non tiferemo per Mario.

Può fare bene? Certo. Può fare male? Certo. 

La cosa bella della vita è che è da scrivere continuamente, giornalmente. Il ragazzo aveva qualità tecniche ed atletiche sopra la norma, poi si è perso. Non ha perso quelle qualità ma di certo ha perso la voglia, le motivazioni, e qualche volta la testa. Quindi, nel caso arrivi, può accadere di tutto.

Può accadere che rimanga il personaggio indolente che abbiamo visto ultimamente, anche nella sua Brescia. Oppure, per qualche motivo contingente o semplicemente perché tutti noi cambiamo con il passare degli anni, può accadere che ritrovi stimoli, serenità, e voglia di divertirsi. E di divertirci. 

Sono andato a rileggermi la sua storia di vita, e quella calcistica. Non mi piace giustificare me stesso, e nemmeno gli altri, ma mi piace immedesimarmi in altri, secondo la mia personale sensibilità, e cercare di capire come mi comporterei nei panni di un altro, con la sua storia nelle mie scarpe. Senza giudicare, solo per cercare di capire le persone.

Io sono profondamente sensibile, a tutto, parole, gesti, opinioni, azioni, sensazioni. Degli altri. Farmi male è facilissimo, con un giudizio, un gesto, una battuta, una parola. Io fingo sempre di non accusare, sorrido, appaio ironico e distaccato, ma in realtà dentro accade altro. Eppure sono mediamente circondato da amore, stima, affetto, considerazione. Poi, cosa del tutto ininfluente per me e per molti altri, ma non per tutti, sarei anche vagamente bianco, a parte l'abbronzatura da lock-down del 2020, e sono nato nel Paese in cui vivo, dalla mia famiglia e con la mia famiglia. Nonostante un quadro assolutamente ed indiscutibilmente a me favorevole, dal punto di vista pratico, filosofico, emotivo ed affettivo, sono note, a chi conosce la mia vita da vicino, diverse mie pittoresche reazioni ed intemperanze che farebbero sembrare Balotelli un Apostolo in viaggio verso Nazareth per offrire i suoi servigi ad un certo Gesù. Se vengo ferito, offeso, sminuito, snobbato, tradito, messo da parte, sono stato in grado, ed ancora lo sono, di mettere in imbarazzo me stesso e gli altri con parole, gesti ed azioni di cui diverse volte mi sono pentito. E a volte vergognato.

Questo è quanto.

Il mio non è un tentativo di giustificare qualcuno, che è sempre inutile e diseducativo, ma solo onestà intellettuale. Io mi sono riletto la sua storia di vita, e la sua storia calcistica, e dico solo che io, Luca, pur avendo avuto ferite e offese trascurabili rispetto a quelle che lui ha vissuto nella sua vita affettiva, e calcistica, ho avuto comportamenti decisamente incomprensibili e stupidi, quindi non mi posso e non mi devo permettere di giudicare i suoi. Il complimento più bello che ho ricevuto recentemente è che è bello parlare con me per questo, perché ascolto tutti, ascolto tutto, do una mia opinione se richiesta, non la do se non è richiesta, ma non ci si sente mai giudicati da me.

Con la stessa onestà intellettuale dico che non credo che alla sua età possa cambiare completamente, quindi mi aspetto le stesse cose che periodicamente fa, in campo e fuori. Ma dico anche che tutti hanno bisogno, e diritto, ad una seconda, terza, o anche decima occasione, come spesso ho avuto anche io.

Dico che non intendo giudicare la sua vita, nè quella già trascorsa nè quella ancora da scrivere. Dico che se avrà la maglia del Genoa avrà il mio appoggio e la mia speranza, perché ogni giorno è un giorno buono per cambiare, per riscattare, per migliorare, per dimostrare qualcosa a se stessi. E agli altri.

Vale per me, vale per voi, vale per Mario.

W il Genoa.

   Luca Canfora