Dalla filosofia greca al Genoa

28.07.2020 09:40 di Luca Canfora   Vedi letture

Ebbene sì, la storia del Genoa non comincia il 7 settembre del 1893 ma molto prima. Sei, sette secoli prima di Cristo, con quella che viene considerata la nascita della filosofia occidentale. In Grecia. No non c'entra la quantità e la qualità di concetti filosofici necessari a sopportare il magnifico stato dell'essere genoani, non è questo. E' qualcosa di molto più serio.

La filosofia nasce dal bisogno di dare una spiegazione alle grandi domande della nostra esistenza utilizzando quella che dovrebbe essere la magìa che abita nella nostra mente, la ragione. Il Logos, la logica. Chi ha creato tutto questo? Come lo ha creato? Dov'è chi lo ha creato? Noi da dove veniamo? Qual'è il significato della nostra vita? Cosa c'è prima, e soprattutto cosa c'è dopo, questa vita?

La filosofia cerca nel passato il mistero dell'Universo e della nostra presenza in questo Universo. Indica nella conoscenza e nel sapere la virtù da perseguire in questa vita per trovare queste risposte. E individua come premio alla fine di questo percorso virtuoso l'armonia con questo Universo, e con se stessi. Quella che chiamiamo banalmente felicità. Quindi si parte dalla non-conoscenza, attraverso la conoscenza, per arrivare alla felicità.

Questo concetto è importante, perché verrà ripreso, riutilizzato, rivisto, ri-contestualizzato, da tutte le discipline a seguire. La religione seguirà lo stesso processo: nel passato c'è il peccato originale dell'essere umano, mentre nella filosofica greca c'era la nostra ignoranza, durante la vita ci sono i comandamenti e tutta la dottrina religiosa necessaria a redimere le nostre colpe in questa vita, mentre in filosofia c'era la ricerca del sapere, e nella prossima vita ci sarà il premio del Paradiso, mentre nella filosofia il premio era il sapere che ci metteva in pace con il mondo e con noi stessi.

E' lo stesso identico percorso, con ipotesi, regole, ed epilogo differente. Ma stesso processo.

Stessa cosa nella psicanalisi che consegue dagli studi filosofici: nel passato c'è il problema, nel presente l'analisi del problema, nel futuro il benessere. E stessa cosa in ambito sociale: nel passato c'è l'ingiustizia, nel presente la lotta per estinguere le ingiustizie sociali, nel futuro un mondo più giusto.

Non è cambiato niente. Viviamo alla ricerca di colpe, errori, ingiustizie del passato, che dobbiamo espiare, pagare, risolvere nel presente, per avere felicità domani, dopodomani, o nella prossima vita.

Il concetto di speranza. Tutto si basa sul concetto di speranza in un mondo, in un futuro, o in un'altra vita. Migliori.

Ed eccoci al Genoa. Stesso identico percorso. Nel passato ci sono gli errori, l'ingiustizia, i problemi. Nel presente la sofferenza, l'espiazione, la battaglia per la sopravvivenza. Nel futuro il premio, la giustizia, la felicità.

Cosa è che ci dà ancora la forza di amare se non questa speranza? 

Qualcuno, molto concreto, mi dirà che la speranza è quasi sempre illusoria, vana, delusa. E' vero, verissimo. Lo so anche io, come lo sapevano i greci, come lo sanno i credenti, i non credenti, e come lo sanno gli psicanalisti.

Io rispondo con la matematica, cioè con il logos, la ragione. Quasi sempre non vuol dire sempre, ed è esattamente in questa infinitesima differenza che c'è tra il sempre ed il quasi sempre, in questo dubbio con probabilità 0,00000001% che io ho poggiato tutta la mia vita. 

I greci, i credenti, i non credenti, gli esseri umani, ed anche i genoani, vivono per questo 0,00000001% di possibilità di trovare domani la giustizia, la felicità, il premio. 

Ed anche io.

   Luca Canfora