L'avvento di Gila cancella tutti gli alibi, tocca ai giocatori cambiare registro

07.12.2022 18:34 di Pierluigi Gambino   vedi letture

Finalmente la società rossoblù ha voltato pagina, e pazienza se l'esonero di Alexander Blessin sarebbe dovuto avvenire parecchie settimane orsono o, perlomeno, in corrispondenza dell'ultima sosta del campionato. Meglio tardi che mai, nella speranza che quei tentennamenti, figli principalmente dell'ineguagliabile ostinazione di Herr Spors, connazionale dell'allenatore uscente, non compromettano l'esito stagionale.

Se non altro, con Gilardino, vecchio bucaniere delle aree di rigore, al timone dello sbrindellato vascello rossoblù, la rabbia del popolo genoano dovrebbe risultare smorzata. Tocca alla squadra, adesso, dimostrarsi meritevole di un trattamento diverso dai fischi che erano piovuti assordanti ancor prima che si chiudesse la via crucis con il Cittadella. Attenzione, però: Strootman e C. non hanno più alibi e hanno perso per strada il parafulmine. Se il rendimento del Grifone, anche con un nuovo panchinante, restasse spaventosamente basso, non ci sarebbe perdono di sorta.

Gila non ha la bacchetta magica, ma questo suo suolo di precario – pur sempre una promozione, più o meno provvisoria – lo stimola più che deprimerlo. Non sarebbe il primo allenatore della Primavera che, scopertosi all'altezza di un compito più elevato, riceve la conferma sine die. Per ora consideriamolo un traghettatore, con la raccomandazione ai “cervelli” che stazionano a Pegli o lontano migliaia di chilometri da Genova che una plausibile soluzione di riserva debbono già approntarla e tenerla calda, evitando così quel grottesco, frettoloso casting operato dopo il ko con i provinciali veneti.

Ranieri era troppo caro, e bene si è fatto respingendo al mittente certe richieste, ma i contatti con Sir Claudio sarebbe dovuti iniziare e finire ben prima dell'ultima partita. Quanto a Bjelica e Semplici, gli altri due in lizza per il “dopo Gilardino”, è persin superfluo scrivere che non riscuotano il consenso di tutti i decisori rossoblù ma solo di una parte.

Gilardino ha le proprie idee, che certamente non collimano con quelle di Blessin, ma non è dato sapersi quanta libertà abbia di cambiare decisamente spartito tattico, accantonando quel 4-2-3-1 che non è mai entrato nella mente e nel cuore di chi deve scendere in campo. Il mister biellese si porterà appresso qualche gioiellino della sua “Primavera”, ma andrà cauto riguardo al loro impiego, così da non procurare “bruciature”. Quasi certamente partirà con Vogliacco in terza linea per conferire brio e freschezza al reparto, rinforzerà la cintura mediana per accrescere l'equilibrio complessivo e in avanti rilancerà Coda, che di Blessin aveva le tasche piene da tempo immemore. Da un ex centravanti, poi, ci si può attendere che metta a proprio agio il suo successore piazzandogli al fianco o alle spalle qualche fornitore di palloni giocabili.

La rosa genoana, pur pletorica, non è priva di buchi, ma il biellese caverà dal cilindro qualche nuovo o... seminuovo interprete degno di nota: magari Jagiello a centrocampo o, per uno spezzone di gara, quello Sturaro che, se fisicamente presentabile, non temerebbe confronti. Non aspettiamoci un maquillage profondo, ma una lucidata degli argenti quella sì che va chiesta a questo quarantenne che, dopo due esperienze al Genoa come giocatore e un'avventura per ora trionfale con i campioni del domani, si appresta a compiere il passo più lungo e stuzzicante della sua seconda vita calcistica.

Ha vinto come giocatore un mondiale ed una Champions League, ma è il primo a sapere che oltre la linea laterale è tutto diversissimo. L'atroce fallimento di chi lo ha preceduto gli trasforma però la strada in una discesa. Sta a lui non pigiare il freno.

Detto del Gila, due righe le merita quel Sudtirol che per la prima volta ha portato una nuova regione nel calcio che conta. I suoi dirigenti, preso atto dei pessimi risultati ottenuti dall'allenatore partente (dopo le dimissioni del navigato Baldini nel precampionato), non hanno esitato ad ingaggiare un nuovo tecnico, quel Bisoli che conosce a fondo la categoria. Magari Spors e i suoi superiori avessero agito con quella sollecitudine....

Ora i biancorossi, fedeli al 4-3-3, veleggiano tra i comprimari e domenica scorsa hanno sfiorato il colpaccio a danno del Frosinone capolista. Rispetto al Cittadella, insomma, si annunciano ben più temibili, ma un Genoa riverniciato a livello tattico e corroborato nel morale potrebbe ritrovare d'incanto il filo di un gioco apprezzabile e produttivo.

                                            PIERLUIGI GAMBINO