Sangue, promessa, percorso... memoria

30.07.2020 09:12 di Luca Canfora   Vedi letture

Non c'è la sconfitta, non c'è la vittoria, c'è sangue, promessa, percorso... memoria.

E' una canzone di non ricordo chi, credo un cantautore minore. Non ha importanza, mi rappresenta pienamente.

Io non critico nessuno, e non insulto nessuno. Ho troppo rispetto di quello che non conosco, che probabilmente non so fare, ed ho molto rispetto per me stesso e per il linguaggio che voglio mi rappresenti. E voglio anche andare oltre la retorica pur giusta di ciò che merita il genoano, e la città di Genova. Abbiamo problemi seri di un tale livello che non vorrei rendermi ridicolo parlando di calcio come se parlassi di qualcosa di "serio".

La sconfitta, o la vittoria, non sono la sorgente di ciò che avviene dopo, ma sono la conseguenza di ciò che dovrebbe avvenire prima. 

Sangue. Il sangue, ovviamente in senso puramente letterario e filosofico, non lo "sento". Sangue inteso come intima risorsa emotiva, come un sentimento che coinvolge singolarmente e collettivamente un gruppo di persone che amano profondamente quello che fanno, che si sentono individualità, ma parti di un organismo più complesso e gratificante, e che "sentono" il piacere di dare tutto ciò che hanno per un obiettivo condiviso. E' qualcosa che si costruisce e si coltiva con una progettualità a lunga scadenza, con obiettivi singoli e collettivi, con comportamenti e azioni chiaramente rivolte a intravedere un orizzonte da guardare, un traguardo da tagliare, un sogno da sfiorare.

Promessa. La filosofia, la religione, la psicanalisi, la politica, ed anche l'amore, non possono prescindere, e non prescindono, dalla promessa che domani possa essere il giorno in cui potremo stare meglio, potremo trovare le risposte alle domande che ci tormentano, la serenità interiore di cui abbiamo bisogno, il benessere che ci manca, e l'amore di cui abbiamo bisogno.

Percorso. Un libro, una canzone, un film, la vita, ed anche una competizione sportiva, sono soggetti alle medesime regole implicite. Serve una prefazione, una introduzione, un inizio. Poi serve uno svolgimento, graduale, progressivo, un crescendo emotivo che crei la tensione verso il mondo che si sta costruendo, verso la strada che si sta percorrendo. E poi serve un finale, un finale da assaporare, immaginare, aspettare, disegnare. Brutto, o bello, non ha nemmeno grande importanza. Conta tutto quello che si prova lungo la strada, e conta tutta l'attesa, la speranza, la passione, l'amore, la bellezza, che lungo quella strada viene messa in gioco, guadagnata, persa, cercata, prima di quella curva cieca e disperata che nasconde il traguardo, l'arrivo, la fine della corsa. La fine del libro, del film, della canzone, della partita, dell'amore, della vita.

Memoria. Noi tutti siamo una storia. Non è la storia che appartiene a noi, siamo noi che apparteniamo alla storia che ci ha "preso". E noi questa storia dobbiamo rispettarla. Siamo nati in un certo punto del tempo e dello spazio, sotto un certo cielo e non un altro, con un certo colore e non un altro, con quegli occhi e non altri. Abbiamo il dovere di capire da dove veniamo, da cosa veniamo, a cosa apparteniamo. Cercando, ovviamente, di migliorare quello che è possibile e giusto migliorare, di noi, della nostra strada, ma senza mai dimenticare, rinnegare, tradire, la storia a cui apparteniamo. Perché noi siamo... quella storia che stiamo vivendo, che stiamo raccontando.

Io credo in questo. 

La vittoria, la sconfitta, sono cose effimere, rapide, prive di radice. Come i regali di Natale per un bambino di 5 anni. Tolta la carta ad un gioco, il gioco è già dimenticato, in un angolo, in attesa di aprire il prossimo. Questo è una vittoria, questo è una sconfitta, un regalo appena aperto che ha già perso il suo valore.

Ma il "sangue" che metti in quello che fai, la promessa che hai fatto a te stesso, il percorso che hai scelto per la tua vita, e la memoria di ciò da cui vieni e a cui appartieni, queste cose non sono regali di Natale. Questi non li puoi "scartare" e mettere in un angolo.

Questo è tutto ciò che sei, tutto ciò verso cui stai andando, tutto l'amore da cui nasci, tutto l'amore che stai cercando, tutto l'amore che avrai o che perderai, tutto l'amore intimo, primordiale, ed infinito da cui e di cui sarai avvolto per l'eternità.

Che sia la vita, o che sia qualsiasi altra cosa a questo io non posso, e non voglio rinunciare.

W il Genoa, il mio sangue, la mia promessa, il mio percorso, la mia memoria.

   Luca Canfora