Seconda Stella a destra

31.01.2020 10:00 di Luca Canfora   Vedi letture

Bisogna essere abbastanza "maturi", anagraficamente parlando, per capire l'incipit. Ed io, tristemente, ma orgogliosamente, ormai lo sono.

Non mi lancerò in invettive, strali, critiche rabbiose contro la gestione societaria. Sono pur sempre un ingegnere, uno che alla fine crede un pochino nei numeri, nei dati, nei fatti. E sono onesto, a volte troppo, a volte in modo perfino autolesionista, anche eccessivamente permissivo, giustificativo, ma cerco di essere giusto, onesto. Come i numeri.

In passato abbiamo visto cose buone, gestioni magari di non grande gittata, ma cose buone. Buoni giocatori, buoni allenatori, buoni campionati. Poi qualche caduta, poi di nuovo un buon periodo. Poi è cambiato qualcosa. Si è rotto qualcosa? Sono intervenuti fattori, esigenze, scelte, differenti? Non lo so, almeno io non lo so. Lo posso supporre. Quello che vedo è che sono cambiati i numeri, ma non solo.

Da oltre tre anni non funziona più niente. Non funziona la squadra, non funzionano gli allenatori, non funzionano i giocatori, anche se ricominciano a funzionare con altra maglia. Non funziona la gestione societaria, non funzionano i dirigenti, non funziona la comunicazione. Cioè mi correggo, non è che la comunicazione non funzioni, in effetti. La comunicazione, sostanzialmente, non esiste.

E per uno come me, convinto che la comunicazione non sia semplicemente una opzione, ma faccia parte integrante della sostanza, sia essa stessa sostanza, è davvero difficile da capire. 

Mi permetto, con rispetto, con educazione, ma con assoluta convinzione, da esterno, da genoano, da persona cui viene riconosciuta abbastanza unanimemente una buona capacità comunicativa, di pensare che questa modalità di lavoro non sia efficace. E attenzione, vado oltre, infinitamente oltre. Arrivo a dire che spesso la comunicazione è ormai molto più importante della sostanza, nell'attuale mondo eternamente connesso e affamato di partecipazione. Comunicare in modo efficace vuol dire non solo valorizzare le cose buone fatte o in attuazione, ma anche smussare gli spigoli d quelle fatte non bene, attutire la portata degli errori, correggere il tiro, difendere il territorio, evitare strumentalizzazioni e attacchi.

Io credo in questo, assolutamente, totalmente.

Le ultime vicende stanno confermando questo limite. Da una parte ci sono cose interne che non si possono, e non si devono, dire, che magari spiegherebbero determinate scelte, strategie. Io lo capisco, lo accetto, lo intuisco. Dall'altro mi rendo conto che mi sta mancando il terreno sotto i piedi, e il mio pathos fatica a trovare linfa, energie, motivazioni, per credere in qualcosa, in qualcuno.

Seconda Stella a destra non è la richiesta di uno stramaledetto Scudetto. Che arriverà, un giorno arriverà anche lui, ma non è di questo che sto parlando adesso.

Ed io sono stramaledettamente adulto, almeno all'anagrafe, quindi prego chiunque legga di non considerarmi una specie di ingenuo sognatore incapace di capire la realtà ed il contesto societario, economico, politico, morale, calcistico, di questo momento. Conosco benissimo tutto, e comprendo le difficoltà di gestire, sia organizzativamente, sia eticamente, econonomicamente, mediaticamente, una Società di calcio, per di più come il Genoa, in una piccola città moribonda e decaduta come Genova, una volta Superba, attualmente in una difficilissima fase di passaggio. Lo capisco, lo capisco perfettamente.

Ma non è una questione di sogni, di chimere. E' una questione di numeri anche questa. Le cose funzionano se e solo se lungo il percorso, qualsiasi percorso, esiste un collante, un obiettivo, una strategia condivisa, un pathos comune, interessi comuni, un benessere generale, un minimo di gioia, qualche piccola gratificazione, qualche risultato per trovare fiducia, stimoli per migliorare.

Amore.

E una buona comunicazione tra le persone che stanno viaggiano insieme.

Non è importante che la Stella si possa toccare, e nemmeno che sia a destra. Può essere anche a sinistra, al centro, in alto, ovunque. E' importante poterla vedere, poterla immaginare. Se ci neghiamo questo, abbiamo perso tutti.

E avremo perso tutto.

Forza Genoa.

   Luca Canfora