The Day After: il ritorno in campo è un "pianto greco"

24.06.2020 09:00 di Franco Avanzini   Vedi letture

Purtroppo gli oltre cento giorni di assenza dal campo si sono fatti sentire, eccome! Il Parma che nelle gambe aveva i 90 minuti di Torino li ha messi in pratica con una perfetta condotta di gara con giocate precise ed azioni ariose e veloci. Per contro si è vista una squadra, quella genoana, lontana parente di quella che aveva chiuso la prima parte di campionato prima dello stop con il successo di San Siro e soprattutto un periodo molto positivo che lo avevano posto all'attenzione un po' di tutti. 

Leccarsi le ferite sarà la prima cosa da fare per non arrivare alla prossima gara, davvero troppo importante a Brescia, scarichi e con una paura incredibile di tornare malamente nella zona B della classifica. Per fortuna il Lecce aveva perso la sua gara ma è evidente come il Genoa abbia gettato alle ortiche la possibilità di mettere anche un piccolo mattoncino alla propria classifica. 

La difesa è apparsa lenta ed impacciata con un Perin autore di una prestazione non certo alla sua altezza, Ma non si può assolutamente dare la colpa solamente alla retroguardia perchè ha perso tutta la squadra non solo una parte di essa. Il centrocampo è stato messo sotto da quello parmense, Schone non è riuscito a dettare i tempi e, tranne che in un paio di circostanze, è apparso il lontano aprente di quello ammirato prima della sosta. E in attacco Favilli e Pandev hanno combinato pochissimo. 

Di certo non si è visto il Genoa di Nicola; sembrerebbe quasi essere tornati indietro nel tempo, all'era Andreazzoli o a quella di Thiago Motta. Solo nella ripresa qualcosa in più ha fatto ma troppo poco per poter mettere in difficoltà una squadra, come quella ducale, ben sistemata in campo e pimpante che, va detto, ha ampiamente meritato il successo finale.

Sabato, come detto inizialmente, per il Genoa arriverà una gara praticamente decisiva nella lotta salvezza a Brescia contro una formazione che ha leggermente rialzato la testa col pareggio di Firenze. Rossoblu che dovranno assolutamente ritrovare la strada giusta perché il rischio di ripiombare nella zona B è davvero molto vicino.