MiNUTI rossoblù: a Firenze un pareggio che certifica un campionato tranquillo tra futuri sogni europei nel mirino di De Rossi

11.05.2026 06:00 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Un Genoa già salvo scende in campo con caparbietà e concretezza contro una Fiorentina a caccia del punto salvezza. De Rossi osa ancora con esperimenti tattici: protagonista assoluto lo svedese Zatterström, schierato a sinistra nel 3-4-2-1, mentre dalla panchina entrano i giovani Doucouré e Ouedraogo al posto di Martin e Marcandalli.

Fine stagione, Genoa salvo: non demotivato, ma meno brillante rispetto all’inizio, quando tutto era in gioco. I rossoblù agganciano comunque il 41° punto, avvicinandosi ai 43 di Vieira dello scorso anno – lontani dai 49 di Gilardino, ma con una rosa diversa, priva di elementi del calibro di Gudmundsson e Retegui, costruita per un cammino diverso.

Un campionato di difficoltà: De Rossi prende una squadra con soli tre punti in nove giornate e centra l’impresa, salvandola con cinque turni d’anticipo (forse sette, a seconda di Cremonese e Lecce). Ma l’attenzione è sul futuro: un’ossatura solida emerge, specie in difesa. Senza il messicano Vásquez, Marcandalli, Ostigard e Zatterström brillano; su tutti, il norvegese è un gigante. Domina Braschi nel primo tempo e Piccoli poi, sfiora il gol di testa – sarebbe stato il sesto – con De Gea in grande spolvero.

Inevitabile il toto-De Rossi: “Sto bene qui, dialogo continuo con il presidente e Diego Lopez”, dice lui, onesto e cauto. Ambizioso, corteggiato da Fiorentina e Torino, legato a Genoa e tifosi, vuole aprire un ciclo. Ma serve la dirigenza: soddisfarlo non significa non cedere, bensì sostituire bene e rafforzare l’11 titolare nei punti chiave.

Se si gioca a quattro, servono due esterni; col 4-3-3, profili che saltano l’uomo. Colombo, riscattato dopo i sette gol, resta, ma serve un centravanti-regista: Malinowski saluta (scadenza contratto), Frendrup tentato da mezza Serie A e Europa. Ricostruire centrocampo e fasce: Martin ha qualità, ma soffre in marcatura; Vitinha intriga, ma segna poco; Ekhator cresce a vista d’occhio, futuro bomber nonostante i 22 anni.

La dirigenza è chiamata all’appello: dimostri ai 30.000 del “Ferraris” contro il Milan che questo Genoa può aprire un ciclo. Non Europa subito (gap di 14-15 punti dalla settima alla tredicesima), ma prime otto in 2-3 anni. Como ha speso, Bologna ha Sartori, Atalanta dirigenza-top: Genoa può farcela, come il Sassuolo (5.000 spettatori, gran stagione).

Esempi? Chi conosceva Ostigard, Gudmundsson, Retegui? Diamo fiducia: Zatterström può sorprendere, il portiere va testato in ritiro. Tenere Baldanzi sarebbe oro. De Rossi sogna fantasia, verticalità, ali rapide: difficile, ma possibile.

Partita noiosa? Sì, ma tipica di fine stagione. Milan e Lecce diranno tutto sui punti. L’importante? Che De Rossi dica sì per il futuro.


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