Comprare il Genoa ed essere amato per l'eternità

12.08.2020 15:35 di Luca Canfora   Vedi letture

E' uno dei miei stupidi sogni da adolescente. Ah dite che non lo sono più? Questo lo dite voi, perché io lo sono ancora, e nel senso più pulito del termine. E me ne vanto anche.

Non ho mai sognato di essere ricco, non me ne frega niente. Voglio stare bene ma non mi interessa essere ricco. E sto bene. Lo sfarzo, l'eccesso, mi crea disagio interiore. Non mi piace e non mi appaga creare un distacco tra me e gli altri, sentirmi parte di una èlite, sentirmi superiore, sentirmi altro. Mi piace sentirmi altro in altri modi, non per creare distanza ma per creare unità. Mi piace pensare con la mia testa, mi piace credere in certi principi, mi piace ascoltare le persone, mi piace aiutare le persone a stare meglio, mi piace parlare con i bambini, mi piace essere apprezzato per quello che sono, per quello che dico, per come lo dico, per quello che faccio, per una canzone, un articolo, un gesto, una frase.

Mi piace essere amato, stimato, considerato. Non è quello che cerchiamo tutti? Avere un posto nel mondo, una identità, un significato, un peso, una utilità per gli altri. E' più gratificante essere isolati sul proprio yacht da venti milioni di euro con piscina in mezzo all'oceano o sapere che per altre persone tu sei importante, determinante, unico? Le due cose non sono compatibili, ed io sono nato, sono fatto, per la seconda.

I soldi mi servirebbero solo per questo, per realizzare uno dei miei tanti stupidi sogni, ed arrivare dove vorrei.

Averne tanti, ma proprio tanti da fare schifo. Tanti da vergognarmi di accendere la TV e vedere cosa accade nel mondo reale, tanti da sentirmi talmente in colpa da cominciare a girare il mondo per sistemare delle cose che vanno sistemate con qualche pezzo di carta colorata, non per generosità, ma per puro senso del pudore, senso di colpa. Tanti da tornare a Genova con gli spiccioli, un paio di miliardi di euro, valutare la mia età, il mio fine vita su base statistica, mettere al sicuro il futuro di mio figlio e di mia moglie, fare un paio di investimenti che possano garantire un futuro decente ai figli dei miei nipoti, e rimanere con un miliardino scarso in tasca.

E adesso? Adesso voglio giocare, e voglio essere ricordato. Vivrò altri vent'anni? Spero di sì, se tutto va bene anche trenta, trentacinque. Ma facciamo quindici per non essere ottimisti. Allora devo fare tutto in dieci, perchè mi voglio godere il mio sogno, prima, durante, ed anche un pochino dopo. Quanti sono i debiti del Genoa? Non lo so, non importa.

Conferenza stampa, facciamo le cose bene. "Mi chiamo Luca Canfora, sono genoano, sono genovese, da padre e madre calabresi ma mi perdonerete. Ho avuto tutto dalla vita, anche troppo. Non va bene. Ho sistemato un pochino di cose, con i miei soldi, non posso salvare il mondo da solo ma ho fatto un pochino di bene in giro per il mondo, e non perché io sia un benefattore, solo perché mi sentivo una merda ad avere così tanto su un Pianeta dove così tante persone stanno male. Ora credo di avere riequilibrato un pochino le cose. Non so quanto vivrò, ottimisticamente trent'anni, realisticamente forse meno, ma se consideriamo la casualità potrei non arrivare a domani. Mi avanza un miliardo di euro, e voglio realizzare uno dei miei sogni. Un pochino perché non voglio morire, come nessuno di voi, ed essere ricordato mi darebbe l'illusione di esistere ancora. Un pochino perché sono vanitoso da fare schifo. Un pochino perché voglio provare emozioni forti, prima di andarmene. Un pochino perché mi piace vedere le persone felici, e perché mi piace anche di più sapere di essere stato io a renderle felici.

Quanti sono i debiti del Genoa? Non importa, questo è un assegno in bianco, ci si metta una cifra, mi fido, la saldo io. Quanto vale il Genoa oggi? Qui c'è il secondo assegno in bianco, ci si metta la cifra, mi va bene qualunque sia. Il mio Piano prevede dieci anni di lavoro per arrivare dove devo arrivare. I soldi ovviamente non bastano, ci vogliono idee, competenze, fatica, lavoro, perseveranza, amore, passione. Io ho tutto questo, e chi lavorerà con me, per me, nel Genoa, dovrà avere, ed avrà, tutto questo. Ho cinquant'anni, entro i sessanta voglio il decimo scudetto, e così sarà perché non è una questione di fortuna. Tutto quello che arriverà, in più, non ha importanza, e sarà solo una naturale conseguenza del lavoro dei prossimi anni. Poi voglio godermi la mia città, l'amore della mia città, della gente della mia città. Non mi chiuderò nella mia villa, su una inutile e costosissima barca a guardare le persone dall'alto in basso, dentro una auto blindata, con una scorta. Andrò a piedi per la mia città, da solo, amato, rispettato da tutti perchè io ho sempre rispettato tutti, con lealtà, con sportività. Mi prenderò l'amore della mia gente, mi godrò gli abbracci e i sorrisi, la gratitudine e gli sguardi di chi ama, come me. Perché la vita è tutta qui,"

   Luca Canfora